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VEICOLI ELETTRICI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA parte 1

Di Jacopo Lazzaro

 

Nissan-leaf-638x425Nei precedenti articoli abbiamo notato come, tutto sommato, veicoli a metano o GPL, rispetto a diesel o benzina, non abbiano particolari qualità ecologiche. Infatti, le emissioni (per quanto riguarda la CO2) sono grossomodo sullo stesso piano. Manca all’appello una considerazione sull’auto elettrica.

Ma questi veicoli ecosostenibili o ecocompatibili esistono davvero, o sono una leggenda metropolitana? E gli incentivi erogati dallo stato, per quanto riguarda l’acquisto di veicoli ad emissioni ridotte, sono “tutto fumo e niente arrosto”, o una risorsa su cui contare per ammortizzare il costo di un veicolo del genere?

Eccoci al punto, partiamo per ordine: l’auto elettrica.

Sembra essere il nuovo tormentone dell’automobile. Ogni casa automobilistica, dalle più piccole (Fisker, Lotus) alle più importanti vuol mettere le mani su questi veicoli così “puliti” e silenziosi. Ma è proprio come vogliono farci credere? Ricordiamoci che il mercato automobilistico è in grande espansione, tutt’oggi, malgrado la crisi, le pubblicità statali riguardo i veicoli elettrici porterebbero grande affluenza in questo settore.
Secondo uno studio realizzato LowCVP (Low Carbon Vehicle Partnership), un gruppo nato per studiare la migrazione delle automobili ai combustibili derivati da energie rinnovabili, viene misurato il CO2 emesso nell’arco di vita (calcolato in 150.000 km) da auto alimentate da diverse tecnologie, comprese le auto elettriche. Ma come viene prodotto il CO2 dalle auto elettriche? Semplice: si tiene in considerazione il fatto che l’elettricità utilizzata dall’auto, viene prodotta in una centrale elettrica, che brucia comunque combustibili fossili. In poche parole, la combustione di derivati del petrolio viene spostata dal veicolo alla centrale di produzione. Il carburante, invece che essere bruciato dall’auto, viene bruciato dalla centrale per dare energia all’auto, come secondo il principio di conservazione dell’energia.

ab_x-2012-005Il rapporto non si esaurisce qui, anzi, ci mostra un altro aspetto ancora meno conosciuto del mondo “verde”: le emissioni di CO2 durante la produzione stessa del veicolo.  Mentre un’autovettura normale emette CO2 nella lavorazione del telaio e del motore, l’auto elettrica lo fa anche per lavorare le batterie. Le batterie delle auto elettriche, prima al Nichel-Cadmio e ora agli ioni di Litio, sono infatti estremamente inquinanti, dalla nascita allo smaltimento. Per estrarre il Nichel e il Cadmio (per le batterie della Toyota Prius, per esempio) si usano tecniche di scavo estremamente dannose per l’ambiente, mentre richiedono speciali accorgimenti in fase di smaltimento per evitare che i metalli pesanti finiscano nell’ecosistema, inquinandolo pesantemente. Per il Litio alcuni studi affermano che l’inquinamento è minore, ma non di molto. Il motore elettrico, invece, contiene terre rare (come il Neodimio, per esempio) che sono molto difficili da trovare ed estrarre. La maggior parte di esse viene dalla Cina e lo smaltimento presenta gli stessi problemi degli altri metalli pesanti.

Lo studio manca di una porzione fondamentale di emissioni non studiate: quelle dello smaltimento della vettura. Infatti, i dati si riferiscono alla sola costruzione della vettura e delle sue componenti: l’inquinamento da smaltimento delle batterie non è infatti stato conteggiato. Rimane così un mistero quanto costa, in termini ambientali, smaltire un pacco batterie e un motore elettrico. C’è un fatto da considerare, a questo punto, che compensa quanto detto prima: l’auto elettrica trova nella sua efficienza il punto di forza: i consumi sono risibili se paragonati alle auto a benzina, per cui si ha il miglioramento sostanziale in termini di CO2 emessa durante la vita utile del mezzo. Nella tabella, i valori riportati in kWh/Km offrono un semplice confronto. 

VEICOLO CONSUMI CONVERTITI KWh/Km
Benzina (5 litri/100 Km) 0,5 kWh/Km
Elettrico 0,1-0,2 kWh/Km

 

In accordo con quanto affermato è impossibile non accorgersi dell’effettivo divario tra le due classi di veicoli: un minore consumo di energia, a conti fatti, implica anche un minor quantitativo di combustibile da bruciare nelle centrali.

Tutto questo guadagno in termini di efficienza, per ora, viene vanificato da metodi di costruzione eccessivamente inquinanti. Alcuni stabilimenti si stanno muovendo nella giusta direzione: la Nissan Leaf viene fabbricata in un impianto che utilizza anche energia elettrica fornita da una centrale eolica, mentre la Toyota utilizza, per la Auris ibrida, l’energia solare. Questo non basta per i più disincantati? Nel prossimo capitolo, vedremo alcuni vantaggi dell’auto elettrica.

 

Quando l’ambiente sembra non convenire al cittadino, Ascolto e Azione chiarisce la situazione.

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Al prossimo capitolo, la conclusione del tema sulla scelta dell’auto.

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