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UOMO E MACCHINA parte 1

Di Jacopo Lazzaro

I43-uomo-bionico-robot-130206135422_bigL’obbiettivo della rubrica è lanciare un’occhiata al futuro fugacemente, trovando per voi le meraviglie prodotte oggi che diverranno il ponte del domani.

Ma giustamente, come suggeriva qualcuno in redazione, cosa saremmo noi se non vi fosse un’evoluzione, un lungo processo alle spalle?

Se cominciassimo a parlare del progresso fin dalle sue origini, e trattassimo dell’invenzione delle prime tecniche biotecnologiche riguardo l’utilizzo dei lieviti nei popoli dell’Antico Egitto, siamo sicuri sarebbe estremamente interessante, ma sostanzialmente prolisso ed inutile.

Ai nostri fini, serve una linea temporale molto più ristretta: ci occuperemo delle invenzioni – e del progresso – del 20°-21° secolo.

  • E’ il 1916, ed Albert Einstein se ne esce con uno stravagante vagheggiamento. Vagheggiamento che avrebbe poi cambiato le sorti dell’umanità e del progresso in generale, dato che agisce in qualsiasi componente elettronico posseduto: la teoria della relatività. Un semplice E=mc2, ma concettualmente estremamente potente. E’ poi su queste teorie che si costituisce la scienza da li a venire.
  • Nello stesso anno arriva anche la radio, strumento chiave per la seconda guerra mondiale, e mezzo di comunicazione che, d’altro canto, ha permesso la diffusione delle più grandi e forti culture (o politiche) totalitaristiche.
  • 1917, arriva nell’industria automobilistica il magnete: fino a quel momento i motori erano azionati dalla corrente continua, mentre in questo modo si ha un mezzo magneticamente carico che permette l’avviamento del mezzo. Da paura, sembra esistito da sempre.
  • Detersivi, sempre nello stesso anno, vengono distribuiti come detergenti solubili in polvere, tuttavia completamente naturali. Oggi la chimica ci ha messo le mani, e le persone felicemente si ammalano di dermatite. C’è qualquadra che non cosa.
  • Il sonar non tarda ad arrivare. I primi videogames per ragazzi, successivamente negli anni 20, erano basati sulla stessa tecnica; a quanto pare, ogni tipo di tecnologia è sempre stata militare, prima di passare ad uso civile.
  • Nel 1918 vengono avviate le prime industrie per la produzione di ammoniaca. E’ sorprendente ricordare l’importanza di questo prodotto, dato che rappresenta la base di partenza di diversi componenti organici e non (concimi, fertilizzanti in generale, esplosivi, fibre tessili plastiche, e come attivatore dei recettori respiratori in medicina, o conservante alimentare), tanto da essere considerata il mezzo di misura della ricchezza di un Paese fino agli anni 90. Uno stato più ricco di impianti di estrazione/produzione di ammoniaca era economicamente a livelli più elevati rispetto ad altri.
  • Passiamo velocemente al 1920, quando un grande matematico (William Oughtred) inventa il regolo calcolatore, uno strumento rudimentale per eseguire calcoli altrimenti impressionante. Le calcolatrici elettromagnetiche, già esistenti, avevano una capacità di calcolo limitata, mentre quelle elettroniche (con centinaia di tipi di calcolo disponibile) arrivano improvvisamente al più tardi degli anni 70. E i commercialisti prima come facevano…??
  • L’anno subito successivo (forse in preparazione della guerra seguente), arrivano moltissime altre invenzioni e scoperte: Il primo frigorifero, il ruolo dell’insulina e della vitamina D nell’organismo, e la macchina della verità. Un mezzo più scenografico che affidabile: misura la pressione sanguigna, il suono della voce, il battico cardiaco attraverso elettrodi; quando questi fattori sono alterati, è presumibile capire che il soggetto mente… il neo dell’operazione è che qualsiasi soggetto posto al test tende ad agitarsi, quindi uno strumento che non da validità, ad esempio, in tribunale.
  • Gli anni successivi si ha l’invenzione delle portaerei, armi, strumenti sempre più avanzati, computer, bombe, veicoli per l’edilizia, purtroppo sovvenzionati come brevetti militari.
  • Arriviamo dritti agli anni 50: Pacemaker, chip, cosmetici avanzati, compact disk, contraccettivi vari, centrali nucleari, la fibra ottica, insomma un’ampissima gamma di prodotti per una popolazione che subito dopo la Grande Guerra stava ritrovando il suo opulento equilibrio.

Come avrete capito ormai, questo elenco è in realtà incompleto; ci siamo infatti lasciati alle spalle invenzioni e specificazioni di non poca importanza, dettagli che sicuramente farebbero gola agli appassionati. Così, per i più curiosi, consigliamo questo link:

http://cronologia.leonardo.it/invenzio/inv013.htm

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

 

Nel prossimo articolo, UOMO E MACCHINA parte 2: Concluderemo la lunga ed affascinante carrellata di storia che ha trasformato l’uomo del 900 nell’uomo del futuro.

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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