Abbracciamo e diamo vita al concetto di comunità
Eventi
gennaio: 2018
L M M G V S D
« Dic    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  
Seguici anche su
  • Facebook
  • Youtube
  • Twitter

Terra, la condanna a morte

di Jacopo Lazzaro

Questa settimana si è dibattuto a lungo sul problema climatico. Ogni tanto torna alla carica, per poi essere nascosto sotto al tappeto come una brutta macchia del pavimento che si ostina a permanere. Peccato che questa macchiolina, questa seccante preoccupazione, manda al creato ogni anno anime innocenti animali ma, soprattutto, umane.

Decine, centinaia gli eventi catastrofici che si sono moltiplicati e diffusi a macchia d'olio anche in ambienti climaticamente stabili. Bast pensare all'Italia, la nostra Italia, la terra natia, madre e feconda, storicamente mite e prolifera, bagnata dalle dolci acque del Mediterraneo. L'Italia, famosa per il clima mite, precipitazioni regolari, terreni propensi alla coltivazione e portata alla buona cucina: questa la nostra fama, sia a livello nazionale che estero. Eppure, non serve ricordarvi dei disastri metereologici che dai primi del 900 imperversano nel nostro territorio.

 

Cominciando dai terremoti (non imputabili all'uomo con assoluta certezza), terminando con nubifragi, allagamenti, trombe d'aria paragonabili a piccoli tornadi, bombe d'acqua e così via. Solo negli ultimi decenni abbiamo concentrato il più alto tasso di disastri e problematiche atmosferiche-climatiche dell'ultimo secolo, nel nostro paese. Chiediamoci il perchè signori: siamo tutti agli sgoccioli.

Se l'italia, con il suo clima mite e stabile, si è piegata alla furia del clima, possiamo immaginare come siano presi altri paesi con temperature e sistemi climatici continentali o soggetti ai forti venti. Ma mentre alcune nazioni cercano di dare quantomeno la parvenza di preoccuparsi per un (non troppo) lontano disastro ambientale, altre continuano la propria caccia egoista ai danni dell'ambiente.

Se parliamo di clima, non possiamo esimerci di parlare di flora e fauna: sono un sistema complesso ed interconnesso alla base di coesistenza ed autosostentamento, perfezionato dagli equilibri naturali in miliardi di anni.

La flotta giapponese, per questo, parte nel mare Antartico: una decisione che di fatto ignora il pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia che  lo scorso anno ha stabilito che si tratta di caccia commerciale e non di ricerca scientifica sui cetacei.

Insieme ad altre 15 organizzazioni non governative Greenpeace ha chiesto a Tokyo di rivedere immediatamente questo provvedimento e di rispettare il diritto internazionale.

Al divieto imposto dall’Aja, il governo nipponico ha risposto presentando un nuovo piano che prevede l’uccisione di 3.996 balenottere nei prossimi 12 anni.

Nonostante solo pochi mesi fa il comitato scientifico della IWC (Commissione Baleniera Internazionale) avesse rilevato che il nuovo programma di ricerca giapponese “conteneva informazioni insufficienti”, ad ottobre il Giappone ha annunciato alle Nazioni Unite che non accetterà né la giurisdizione della Corte Internazionale né alcuna intromissione sull’uso delle risorse marine.

Una posizione assurda, che peraltro capovolge l’orientamento che Tokyo aveva invece fatto proprio negli ultimi tempi, impegnandosi a rispettare i veti del diritto internazionale.

La prefazione all'articolo può aver deviato l'attenzione di molti lettori riapetto alla notizia sconcertante della notizia, ma un richiamo ai recenti eventi era d'obbligo, viste soprattutto le scorse uscite a riguardo del nostro clima.

A tal proposito, se volete recuperarle cliccate qui per aprire la rubrica ambientale.

Da ascolto e azione, anche per questa settimana, è tutto. Attendete un altro numero sui fatti della nostra terra, nudi e crudi, senza fronzoli, come sempre: è in gioco la sopravvivenza dell'uomo, e del nostro pianeta.

Fonte Greenpeace

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *