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SOBRIETA’ IN PILLOLE

di Jacopo Lazzaro

pillola-AidsArriva in Italia la nuova frontiera per la lotta all’alcolismo: si tratta di una pillola particolare, contenente il principio attivo nalmafene: un neuromodulatore specifico utilizzato per il trattamento della dipendenza da alcol che modifica l’attività dei recettori per gli oppiacei riducendo la produzione di dopamina, diminuendo il desiderio di assumere alcool.

Premettendo che la posizione di Ascolto e Azione è opposta all’assunzione intensiva – e non – di farmaci, riportiamo lo stesso la notizia, perché di rilevanza pubblica; teniamo a precisare che l’associazione non intende pubblicizzare il farmaco, ma informare dell’esistenza di un principio attivo promettente per chi intende smettere di bere.

Il farmaco la cui efficacia è stata valutata attraverso numerosi studi, associato ad un trattamento psicoterapeutico, aiuta a ridurre il desiderio incontrollabile di bere in più del 50% delle persone che lo assumono; non solo, quindi, per gli assidui bevitori ma una svolta anche per chi si impegna a rimanere sobrio.

Approvata dai maggiori organismi a livello internazionale, ed ora anche in Italia, va assunta in ogni caso sotto prescrizione medica, e deve essere associata a terapie di altro genere ed efficacia; infatti l’effetto non è immediato, ma risulta efficace nell’arco di mesi (per il 60% dei pazienti circa).

Nel nostro Paese il nalmefene è ancora poco conosciuto e non ha avuto grande diffusione. Anche se riduce il desiderio di consumare alcol, resta il problema del trattare l’alcolismo attraverso un semplice medicinale, una pillola. Un rimedio di questo tipo, infatti, non tiene conto di tutti quei fattori legati alla personalità e alle motivazioni psicologiche e psichiatriche che conducono all’alcolismo: se il farmaco è in grado di eliminare i sintomi del disturbo attraverso l’effettiva riduzione dell’assunzione di alcol, non agisce però alla base del problema, ossia non può intervenire sui disagi, sui disadattamenti e sugli stili di vita che portano a voler sperimentare di continuo gli effetti psicotropi dell’alcol.

 

Ma è davvero la prima soluzione sviluppata per combattere l’alcolismo? E’ qualcosa di assolutamente rivoluzionario, o esistono altri rimedi già trovati in precedenza? Per fortuna, la ricerca scientifica aveva già ideato svariate soluzioni addirittura 20 anni fa.

My-personaltrainer.it, sito specializzato nella cura del benessere e dell’informazione farmaceutico-sportiva, riporta alcune soluzioni antecedenti al nalmafene, con azione ed effetti collaterali differenti.

http://www.my-personaltrainer.it/farmaci-malattie/farmaci-alcolismo.html

 

Con questo articolo apriamo la rubrica dedicata al progresso, mantenendo per voi un contatto diretto con il futuro.

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

Nel prossimo articolo, UOMO E MACCHINA;  esploreremo in un interessante excursus le invenzioni più influenti che hanno portato l’uomo del ‘900 a reinventarsi, diventando l’uomo del futuro.

2 risposte a SOBRIETA’ IN PILLOLE

  • Penso che la farmacologia abbia grandi responsabilità sulla qualità della vita delle persone; se da un lato ci ha permesso di aumentare le aspettative di vita, dall’altro ci ha reso tutti più deboli e più rintronati.
    Forse questa pillola aiuterà le famiglie che condividono questo problema.
    Chissà ? .?…….

    • Alfredo, mi trovo assolutamente d’accordo con te.
      Lo spunto di riflessione è senza dubbio interessante, spero che chi legge abbia la tua stessa spinta ad esporre la propria idea.
      Che i farmaci, a lungo andare, indeboliscano il sistema immunitario è certo. Ma come dici tu, la messa in commercio di questo principio attivo può senz’altro migliorare (o salvare) la vita a molte persone che un tempo non potevano avere vie di fuga dal circolo dell’alcool.
      Continua così!

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