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QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA – pt 5

di Jacopo Lazzaro

imagesEbbene si. Pensavano ce ne saremmo rimasti con le mani in mano, girandoci i pollici, mentre al governo decidevano cosa farne del nostro mare, della nostra aria e del nostro Paese.

In risposta allo scorso articolo, che potete leggere a questo link, ben 16 associazioni nazionali battono il ferro caldo mettendo alle strette il ministero. La notizia è tratta da Greenpeace.

Infatti, all’Italia serve un programma del governo che individui azioni innovative per garantire il benessere degli italiani e lo sviluppo del Paese; che dia valore alle ricchezze ambientali e storiche che l’Italia può offrire al mondo come bagaglio di conoscenza e salute. Ma soprattutto, che superi un gap ecologico fin troppo elevato, tanto da pesare sul rilancio economico da questo eterno periodo di recessione.

Un deficit che, ad esempio, si rileva dalle 16 procedure d’infrazione comunitarie ancora aperte in campo ambientale e dalle mille emergenze nazionali, tra le quali il caso della centrale a carbone di Vado Ligure è solo un esempio.

a-greenpeace-activist-protests“Questo hanno chiesto oggi 16 associazioni ambientaliste, presentando al sottosegretario  alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio l’Agenda ambientalista per la riconversione ecologica del Paese: 55 proposte sui 15 filoni tematici salienti per il rilancio del Paese” sottolinea Greeenpeace. Ben fatto Italia,

L’Agenda verrà successivamente presentata dal cartello delle associazioni anche alle forze economiche e sociali. Le associazioni hanno ricordato come l’ecologia sia già parte integrante dell’economia europea: sono 5 milioni i posti di lavoro che potrebbero essere creati in Europa conseguendo gli obiettivi dell’Unione Europea al 2020 su clima e energia – anche se ormai, a fronte di quanto è stato detto, sono purtroppo superati – (fonte: Commissione Europea, 2012).

Tra le proposte avanzate il superamento della Strategia Energetica Nazionale con un Piano per la de-carbonizzazione che preveda obiettivi chiari al 2020 e al 2030 per raggiungere entro il 2050 l’obiettivo del 100 per cento di energia rinnovabile, puntando su efficienza e innovazione e procedendo da subito alla progressiva chiusura degli impianti a carbone.

Si rende necessaria anche una nuova consapevolezza delle scelte macroeconomiche con l’adozione di nuovi indicatori della contabilità nazionale oltre il PIL, quali quelli definiti su scala internazionale dalle Nazioni Unite e dell’Unione Europea e maturati anche sul piano nazionale da ISTAT con i BES, indicatori del benessere ecologico e sociale.

20140923_c5_usarenzTra gli interventi di sistema per garantire la priorità ambientale nell’Agenda ambientalista si chiede di portare il bilancio annuale del Ministero dell’Ambiente, di gran lunga l’ente con meno risorse tra quelli con portafoglio, dagli attuali 580 milioni di euro a 700 milioni di euro. Si ritiene indispensabile inoltre rendere finalmente effettiva la tutela penale dell’ambiente, sollecitando il Parlamento alla veloce approvazione del testo unificato approvato  a larghissima maggioranza alla Camera e oggi fermo in Senato.

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

State connessi ad Ascolto e Azione, prossimamente la continuazione della rubrica.

Nella prossima puntata, QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 6;

Continueremo il nostro reportage sulle condizioni della nostra terra, e novità interessanti dal mondo direttamente sui vostri schermi.

 Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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