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QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA pt 10

di Jacopo Lazzaro

images (1)Un fisico Italiano, a distanza di 4 anni dal disastro della centrale di Fukushima, torna nei luoghi irradiati e racconta gli sforzi del governo Giapponese per affrontare e-possibilmente-contenere la catastrofe.

Quello che Ascolto e Azione vi propone, oggi, è un breve estratto del rapporto stilato dallo scienziato.

“…Anche se lo scopo ufficiale era prendere campioni di suolo ed effettuare misure di radiazione, ben più interessante si è rivelato poter assistere di persona agli sforzi che si stanno facendo per tornare alla normalità.

nuclear-people-digital-art-radiation-symbol-wallpaperNonostante i periodici gridi d’allarme di radiazioni mortali sparse ormai per tutto il Giappone e addirittura il Pacifico, la situazione è da tempo sotto controllo, con un fondo di radiazione più che dimezzata rispetto al 2013 (…) Questo è soprattutto dovuto all’attività delle piogge, che spinge il cesio in strati più profondi della terra e lo trasporta attraverso i fiumi sino al mare. Ovunque sono però visibili vari hotspot, tombini ed avvallamenti del terreno dove gli agenti atmosferici hanno concentrato il cesio diffuso nell’atmosfera, con valori talvolta superiori ai 2 microSv/h.

Un programma di bonifica che sta rimuovendo lo strato superficiale di terreno dalle zone montane maggiormente colpite dalla piuma radioattiva, immagazzinandolo in migliaia di sacchi accatastati nelle vallate. Lo scopo è sia di ridurre la radiazione ambientale, sia evitare che il cesio si possa diffondere nei campi, contaminando di nuovo i prodotti agricoli. Lo spettacolo che queste immense cataste di terreno offrono nelle vallate è desolante e minaccioso allo stesso tempo, nonostante l’attività delle scorie sia molto bassa e potrebbero paradossalmente essere smaltite nel Pacifico (che è già ricco di materiali radioattivi come il carbonio 14 ed il potassio 40 ). Tuttavia, anche a seguito delle continue perdite di acqua radioattiva nel mare che la Tepco continua goffamente a nascondere (e che ancora impediscono di riprendere la pesca lungo la costa), nessuna delle autorità si vuole prendere la responsabilità di una tale decisione. (…)

Giappone_centrale_copia--400x300Siamo ormai a una decina di chilometri a nord dalla centrale, e anche se la radiazione è bassa, il terreno è impregnato di sale depositato dall’acqua di mare, e richiederà un enorme sforzo di bonifica per farlo tornare a essere produttivo, sempre che qualcuno voglia tornare a vivere da queste parti. (…)

Giungiamo infine in vista della centrale di Fukushima, a un chilometro di distanza: sullo sfondo si scorgono le gru e le sovrastrutture innalzate per metterne in sicurezza i reattori: anche se nei mesi scorsi è stato completato il trasferimento delle barre di combustibile stoccato dalla piscina del reattore 4, la messa in sicurezza di tutti i reattori della centrale richiederà almeno altri 30 anni.

Prima di tornare indietro, raccogliamo alcuni campioni a un paio di chilometri dalla centrale: qui la radiazione ambientale supera i 20 microSv/h: permette agli abitanti della zona di far brevemente ritorno alle loro case, ma non di tornare a viverci.

Lasciandoci indietro la città abbandonata torniamo a Minamisoma. (…) Tra spettacoli, idol e bancarelle di cibo la risposta del pubblico è stata molto positiva, ma non è chiaro quanto di tutto questo si traduca in un incremento dei prodotti della regione, soprattutto da parte del resto della popolazione giapponese che continua a non fidarsi della non pericolosità dei prodotti e le merci di Fukushima.

radiazioni-uomoNonostante i molti suicidi tra chi ha perso tutto a causa dell’incidente, Fukushima non si arrende e c’è da sperare che la strada verso la normalità sia percorsa il più velocemente possibile.”

Si conclude in questo rapporto del fisico Italiano. Il disastro continua a far parlare ancora oggi non tanto per il fatto in se, ma per la portata dei danni.

Infatti, al tempo, la nube radioattiva ha toccato la Francia il giorno 26 marzo 2011, e sarebbe ingenuo pensare che l’Italia abbia scampato il pericolo di irradiazione. Ingenuo e lecito, dato che i media non hanno poi molto lesinato sul transito della nube.

Continuiamo a chiederci: è giusto permettere alla politica e ai poteri forti di condizionarci ed imporci in che mondo vivere? I terreni irradiati, malgrado le bonifiche, saranno off-limits per migliaia di anni: salute compromessa al popolo in nome della scienza, ancora una volta.

Notizie tratte da Greenpeace

2 risposte a QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA pt 10

  • E' importante diffondere queste informazioni affinchè tutti sappiano quali sono i rischi del nucleare e soprattutto quanto tempo ci vuole per tornare alla normalità dopo l'accadimento di un disastro.

    Bravi !

    • E’ importante eccome, dato che i media ormai hanno più funzione di intrattenimento che di puro servizio divulgativo. A questo punto, andiamo al cinema e guardiamoci un film: trasmetterebbe messaggi e pensieri più levati della tv-spazzatura che ci propinano, e mi riferisco anche ai blasonatissimi telegiornali.

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