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QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 4

di Jacopo Lazzaro

imagesDopo le notizie riportatevi i numeri scorsi, appare quanto mai più lampante che l’Europa è decisa a riprendere in considerazione retrograde politiche energetiche improntate sull’uso del carbone.

E Matteo Renzi non è certo stato d’aiuto. Ma qual’era il ruolo del nostro Premier all’interno del consiglio, nella data riunione?

Il Sig. Renzi vestiva il ruolo di presidente di turno del consiglio, ed il fatto che non abbia obbiettato ne’ tantomeno aperto bocca durante la strattrattata riunione genera ben poche speranze anche sulla direzione economico-ambientale Italiana.

Eppure Greenpeace, dal quale ricaviamo la notizia, tratta un’interessante questione a favore della tesi riportata negli scorsi articoli. Citiamo direttamente alcune righe della fonte, in modo da rendere giustizia al portale:

greenpeace-rio_784x0Abbiamo fatto i conti – anzi, li abbiamo fatti fare ad un istituto indipendente, Althesys – e i risultati parlano chiaro: puntando sulle fonti rinnovabili si avrebbero ricadute ottimali non solo sul versante ambientale, ma anche su quello economico ed occupazionale, arrivando ad ottenere in Italia 174 miliardi di valore aggiunto e 100 mila posti di lavoro al 2030.”

Vi starete chiedendo “ma cosa c’entra allora il versante politico Italiano?”

Semplice.

Avrete sicuramente sentito parlare del discussissimo decreto “Sblocca Italia”, sicuramente più online che in televisione.

Quando finirete di leggere l’articolo, possiamo assicurare che potrebbe sbloccare ben altro.

Di cosa si tratta? Sostanzialmente cerca di gettare le basi per rendere l’Italia “indipendente” dal punto di vista economico ed energetico. Sottolineo il fattore energetico perché è proprio ciò che questo articolo, ed il portale Greenpeace, criticano aspramente. Infatti il decreto gioverebbe in larga misura ai grossi petrolieri che fin troppo hanno goduto di privilegi immeritati, sottraendo al contempo un enorme spazio marino utile a pescatori e subacquei locali ed un microcosmo biologico dall’estrema biodiversità (è così che l’hanno considerato alcuni biologi).

a-greenpeace-activist-protestsGreenpeace ha più volte protestato soprattutto durante le votazioni per la fiducia sul decreto, ma l’opposizione è stata vana: infatti, lo scorso dicembre, il Ministero ha approvato le trivellazioni nel mediterraneo, presso il Canale di Sicilia. Un’area di 145 chilometri quadrati invasa da ben 3 enormi strutture: due esplorative ed una di estrazione effettiva, promettendo un periodo di attività effettiva di vent’anni. L’area coprirà il largo delle coste di Caltanissetta, Agrigento e Ragusa.

Lasciamo a Greenpeace la parola per quanto riguarda alcune specifiche:

“Si tratta della concessione G. C1-.AG, relativa al progetto “Offshore Ibleo” di ENI e EDISON, che prevede ben otto pozzi, di cui due “esplorativi”, una piattaforma e vari gasdotti, i cui lavori dovrebbero iniziare entro un anno.

Lo stesso progetto contro cui – insieme a ben cinque amministrazioni comunali, ANCI Sicilia, associazioni ambientaliste, della pesca e del turismo – abbiamo fatto ricorso al TAR del Lazio meno di due mesi fa e contro cui abbiamo protestato a metà ottobre, occupando per oltre trenta ore la piattaforma Prezioso, al largo di Licata (Agrigento).

Autorizzando questo progetto, il Ministero dello Sviluppo Economico ha lanciato un chiaro segnale: non intende prendere in alcuna considerazione la volontà del territorio, ma favorire unicamente gli interessi delle grandi compagnie petrolifere.

E tutto ciò, nonostante con il nostro ricorso al TAR abbiamo mostrato come la compatibilità ambientale a questo progetto sia stata concessa con valutazioni carenti e inaccettabili. Per questo faremo ricorso anche contro questo nuovo provvedimento.

È necessario che il territorio si mobiliti, per difendere un’area come il Canale di Sicilia, che la comunità internazionale ha identificato come vulnerabile e meritevole di speciale tutela e recenti studi dell’ISPRA hanno identificato come area di inestimabile biodiversità e sede di pericolosi fenomeni di vulcanesimo”

Tutto ciò a dimostrazione che non occorre stupirsi della Polonia, quando abbiamo persone più creative già in casa.

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

State connessi ad Ascolto e Azione, prossimamente la continuazione della rubrica.

Nella prossima puntata, QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 5;

Continueremo il nostro reportage sulle condizioni della nostra terra, e novità interessanti dal mondo direttamente sui vostri schermi.

 Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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