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QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 2

Di Jacopo Lazzaro

terraRiprendiamo la rubrica ambientale esattamente da dove ci eravamo interrotti.

L’indignazione per la nuova rotta per le economie verdi in Europa lascerebbe il tempo che trova se non vi fossero, nel Vecchio Continente, ottimi primati in questo campo.

Infatti, come abbiamo detto, Italia, Germania, Francia e molti altri Stati nell’Unione perseguono ed incentivano da anni le energie rinnovabili, ottenendo risultati convincenti: basti pensare che in Italia circa il 40% delle energie prodotte è di origine “verde”, a zero emissioni. Certo, l’Italia ha una produzione di energia elettrica davvero esigua, ma la percentuale in se’ fa riflettere.

E’ proprio questo dato a creare serie preoccupazioni sulla situazione a Bruxelles. Infatti, è impensabile che un solo Paese energeticamente controtendenza (la Polonia) spinga l’intero consiglio ad un retro-front delle proprie politiche, quando Presidenti di Paesi importanti (come Francia e Germania) Hollande e Merkel insistono sull’incentivazione ed il progresso di politiche ambientaliste (ed economicamente vantaggiose per l’Unione, addirittura).

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Premier Renzi presso la Conferenza Onu a New York, riguardo i cambiamenti climatici

Un altro fatto che ci riguarda più da vicino, e fa comparire un leggero sorriso (ironicamente parlando) riguarda il nostro beneamato Premier Renzi, che durante il Consiglio Europeo non ha aperto bocca sull’argomento. Avrebbe potuto cambiare le cose? Improbabile. Ma dovremmo seriamente chiederci le reali intenzioni di quest’uomo quando solo poche settimane fa si era sbilanciato con il seguente commento, durante la conferenza Onu sul clima di New York:  “Per l’Italia i cambiamenti climatici sono la sfida del secolo”.

Non possiamo essere più d’accordo con te, Matteo: nelle condizioni in cui ci troviamo, fare un passo avanti in questo senso non può essere altro che una sfida.

L’accordo raggiunto al congresso dell’unione prevede che, entro il 2030, le emissioni di CO2 siano tagliate del 40% rispetto al 1990, che l’energia da fonti rinnovabili raggiunga il 27% e che l’efficienza energetica aumenti almeno al 27%. Gli ambientalisti chiedevano rispettivamente un 55, 45 e 40% (e la Merkel chiedeva un lieve aumento arrivando al 30% per gli ultimi due): purtroppo i valori decisi sono poco distanti dalle attuali condizioni, e che non implicano quindi alcuno sforzo per i governi.

A questo punto, raggiungere gli standard che  l’Europa aveva fissato entro il 2050 (ad esempio il taglio dell’80% dei gas serra), potrebbe essere raggiunto solo se il buon Renzi riuscisse a ridurre le quantità inquinanti del 40% in soli 10 anni. Che dite?

Cambiamo ora argomento, prima che la delusione prenda il sopravvento.

raccolta_differenziataLa regione più performante dal punto di vista ecologico? La Lombardia: già al top ormai da tempo, ha raggiunto ulteriori miglioramenti grazie all’estensione della raccolta differenziata dell’organico a tutte le utenze domestiche del territorio milanese: a giugno 2013 oltre 1,3 milioni di abitanti sono stati coinvolti in questo processo.  Wired.it spiega: “A livello nazionale raccogliamo circa 86 chili a testa di frazione organica. Conduce il Nord con 108 chili, segue il Centro (77) e il Sud (62). Con una sorpresa: in proporzione alla popolazione servita il dato migliore si registra al Sud con valori nell’ordine di 110-130 chili a testa.(…) Un aumento legato per almeno il 50% alle buone performance in Campania, Lazio, Puglia e Sicilia. Aree evidentemente indietro dove molti comuni stanno tuttavia avviando la raccolta differenziata o estendendola a tutta la cittadinanza. E il beneficio si percepisce anche da queste cifre.”

Una buona news, almeno da questo fronte.

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

State connessi ad Ascolto e Azione, prossimamente la continuazione della rubrica.

Nella prossima puntata, QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 3;

Continueremo il nostro reportage sulle condizioni della nostra terra, novità interessanti dal mondo, e dritte eco-logiche/eco-nomiche; direttamente sui vostri schermi.

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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Una risposta a QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 2

  • Ebbene si !!!! Continuiamo a predicare bene e razzolare male …… e intanto l’ambiente paga per la nostra miopia ma soprattutto pagheranno i nostri figlie nipoti pur senza colpa.

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