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QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 1

Di Jacopo Lazzaro

terraCon questo articolo apriamo un altro argomento della rubrica ambientale.

Tratteremo delle proposte, delle iniziative, delle scoperte e di soluzioni già rodate che possono preservare il nostro pianeta, tramandarlo alle prossime generazioni ALMENO come lo abbiamo trovato quando siamo venuti al mondo.

Per non rendere l’articolo troppo noioso, monotono, come qualcosa di già letto svariate volte, parleremo della situazione sulla terra sotto punti di vista diversi.

Oggigiorno ci si lamenta di un cambio di temperatura esagerato, variazioni climatiche irregolari e incostanti.

Ma parlando di variazioni climatiche, quello che sappiamo dell’effetto serra è assolutamente sufficiente a spiegarle? Secondo studi recenti, la nostra vecchia teoria sul surriscaldamento climatico è totalmente da rivedere. Infatti, le radiazioni provenienti dal sole sono di due tipi: a onde corte (luce visibile), e a onde lunghe (infrarosso, ad esempio, che veicola calore): l’anidride carbonica assorbe l’energia di queste ultime, sovraccaricando energeticamente l’atmosfera. QUESTO è ciò che sapevamo.

Come spiegato su Proceedings of the National Academy of Science, scritto da scienziati del Mit negli Stati Uniti, in realtà avviene esattamente l’opposto: l’anidride carbonica assorbe le radiazioni a onde corte, lasciando passare quelle a onde lunghe. Sarebbe questa, stando alle analisi dei ricercatori, la vera causa del riscaldamento. Wired.it spiega:

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Aaron Donohoe, responsabile della ricerca sui gas serra per il Mit, USA

Quando la radiazione a onda corta viene intrappolata dall’anidride carbonica, la Terra inizia a riscaldarsi, il che ha diversi effetti sul nostro sistema climatico. I ghiacci e le nevi, riflettori brillanti di luce solare , si sciolgono, lasciando al loro posto le macchie più scure della terra sottostante. L’atmosfera, a questo punto, diventa più umida, perché l’aria più calda può trattenere più vapore acqueo, il che, a sua volta, assorbe più radiazione a onde corte. Nel frattempo, come ogni corpo che si riscalda, la Terra è in grado di respingere più efficacemente la radiazione a onde lunghe, il che cancella gli effetti di intrappolamento dell’anidride carbonica. Uno scenario un po’ complesso, ma nell’insieme, secondo gli scienziati, i conti tornano. –Ci sono due tipi di radiazioni importanti per il clima racconta Donohoe (il responsabile dello studio al Mit) –Uno di essi è condizionato dall’anidride carbonica, ma è l’altro a causare il riscaldamento globale: è questa la cosa sorprendente-. Ma l’effetto finale, purtroppo, è lo stesso.”

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Obama e Jinping (rispettivamente presidenti di USA e Cina) consolidano l’accordo per la conservazione del clima

E’ così che due nemici storici (USA e Cina) stringono un accordo per ridurre le emissioni di gas serra. In particolar modo, la Cina si è impegnata a ridurre le emissioni del 26-28% in meno entro il 2030… il che è sorprendente, dato che parliamo di una potenza in boom economico. Il presidente cinese Xi Jinping afferma anche che il 20% dell’industria nazionale sarà basato su fonti a zero emissioni. Incredibile. I due presidenti sperano di riuscire a stimolare le nazioni di tutto il mondo a ridurre le proprie emissioni di gas serra, negoziando un nuovo accordo globale sul clima già entro il 2015.

L’Unione Europea non tarda a rispondere al richiamo di Obama e Jinping, ed ecco che da Bruxelles arriva il colpo che solo l’Europa poteva infliggerci: “Buone notizie per il clima, per la salute dei cittadini, per i lavori sostenibili e per i colloqui in vista di Parigi 2015″ twitta il Presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy.

Herman Van Rompuy, presidente del consiglio europeo

Herman Van Rompuy, presidente del consiglio europeo

Un twitt di circostanza ed un po’ insensato, dato che è stato deciso di lasciar decadere il primato dell’Europa per la sua green economy in favore dei mercati del carbone situati in Polonia. Dopotutto, “In momenti di crisi economica come quelli che stiamo vivendo, non si può essere troppo duri con i cambiamenti climatici.”

Avete ragione, risponde Ascolto e Azione, lasciate che facciano.

Wired.it, che come avrete notato è una delle fonti più consultate per le rubriche dell’associazione, puntualizza un passaggio (e noi lo facciamo di conseguenza):

“…a chiedere con insistenza misure più drastiche a difesa del clima c’era un Paese in difficoltà di bilancio come la Francia, mentre a insistere con le lobby dei produttori di carbone c’era un Paese – l’unico in Europa – che vanta una crescita di tutto rispetto e una sostanziale immunità dalla crisi economica: la Polonia. Ma certo, i polacchi basano quasi il 90% delle loro forniture energetiche sul carbone, e per loro un cambiamento più drastico sarebbe stato più dispendioso di Paesi in questo senso virtuosi: Francia, Germania, Italia, e praticamente tutti gli altri Paesi Ue che da anni perseguono una politica energetica che incentiva le rinnovabili.”

Come spiega Wired, l’Italia sarebbe a buon punto per l’utilizzo di politiche green, basti pensare agli incentivi di cui vi abbiamo parlato che, malgrado non siano estremamente convincenti, gettano una buona luce sugli scapestrati al governo. Pensate sia finita qui? Vi sbagliate di grosso.

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

State connessi ad Ascolto e Azione, prossimamente la continuazione della rubrica.

Nella prossima puntata, QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA parte 2.

Continueremo la rubrica scovando sorprese in positivo ed in negativo che decideranno l’essenza del nostro pianeta: una casa vivibile, o la fossa dalla quale fuggire.

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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