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Novità sul TTIP

di Jacopo Lazzaro

Il referendum per il TTIP è stato fissato in tempi brevissimi, scavalcando le tempistiche necessarie ai sistemi di protesta popolare democratici. Greenpeace non ha preso bene la notizia, come del resto noi qui in redazione. Riportiamo direttamente qui sotto l'articolo di Greenpeace in versione integrale, nel quale viene spiegata non solo la mossa di protesta dell'associazione ambientalista, ma anche la contromossa americana filo-multinazionale che renderebbe privilegiate categorie di investitori e di multinazionali rendendole capaci di scavalcare le leggi internazionali sul controllo dei cibi prodotti e rivenduti.

"I nostri attivisti stanno bloccando gli ingressi del palazzo in cui si terranno le negoziazioni sul TTIP, il Trattato transatlantico su commercio ed investimenti, mentre alcuni climber hanno aperto sulla facciata dell’edificio un grande striscione che raffigura il TTIP come una strada senza uscita, un vicolo cieco per l’Europa.

Il TTIP è una minaccia per la democrazia, la protezione dell’ambiente, gli standard di sicurezza sulla salute, le condizioni dei lavoratori, a tutto vantaggio delle grandi compagnie: ormai è chiaro che l'accordo non riguarda il commercio, bensì il trasferimento di potere decisionale dalle persone alle grandi multinazionali!

La verità è che quelle che la Commissione europea chiama "barriere al commercio”, sono misure di sicurezza che tengono lontani OGM e pesticidi dal cibo che mangiamo e le sostanze tossiche dall’aria che respiriamo.

I negoziatori della Commissione UE e del dipartimento del commercio degli Stati Uniti hanno in programma 5 giorni di trattative su un particolare e controverso aspetto del TTIP: l’ICS (Investment Court System), cioè l’ultima versione della Corte di giustizia privata (in origine chiamata ISDS) che permetterebbe agli investitori stranieri di sfidare le norme che difendono cittadini e ambiente, anche per aspetti come il cibo, l’inquinamento chimico e l’energia.

Secondo lo schema proposto dalla Commissione l’ICS potrebbe:

· istituire un sistema giudiziario privilegiato che consentirebbe alle multinazionali di bypassare le corti nazionali;

· consentire ai giudici dell’ICS, che non sarebbero assegnati permanentemente a questa corte, di poter accettare incarichi dalle aziende private, sollevando serie preoccupazioni su possibili conflitti di interessi;

· consentire trattamenti preferenziali per aziende straniere rispetto a quelle locali o nazionali;

· violare i principi democratici e il diritto dei governi ad adottare e applicare leggi;

· avere un effetto deterrente per le autorità pubbliche, scoraggiandole ad adottare e far rispettare norme di interesse pubblico, per paura di essere perseguiti.

L’istituzione di un tribunale speciale a protezione dei profitti delle aziende private è una seria minaccia per la democrazia e minaccerebbe il diritto dei governi di adottare leggi a tutela dei cittadini e contro gli interessi delle multinazionali.

Milioni di persone hanno già firmato la petizione per fermare il TTIP, scegliendo di stare dalla parte dei diritti delle persone e dell’ambiente: FIRMA ANCHE TU!"

Non possiamo che ritenerci scioccati da questa notizia, l'uomo dimostra di mettere in primo piano il proprio guadagno facendo leva sul potere, a discapito del popolo.

Vi preghiamo di firmare questa petizione, dimostriamo ai governi ed alle grandi multinazionali che ancora contiamo qualcosa nel panorama politico e (se possiamo definirlo tale) "democratico" mondiale.

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