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NEWS SETTIMANALI – Unire l’utile al necessario

di Jacopo Lazzaro

Ultimamente sembra di tornare indietro nel tempo, e rivivere alcuni momenti di crisi durante i quali “del maiale si mangiava tutto, non si buttava via niente”. Tutto ciò che veniva tolto alla natura, aveva uno scopo ben preciso, serviva all’uomo. Insomma, operavamo ecologicamente ancora prima di rendercene conto. In questo campo, non è la prima volta che riportiamo novità riguardo l’accoppiamento di processi molto diversi l’uno dall’altro, ma il progetto dell’Università CaFoscari di Venezia ha davvero dell’innovativo. SolwaSOLWA è una start-up innovativa nata nel 2012 con l’obbiettivo di fornire una soluzione per fornire acqua potabile in quelle aree del mondo nelle quali non solo l’acqua è un bene scarso, ma spesso mancano anche quelle necessità – prima fra tutte l’energia elettrica – che permettono di ricavare acqua potabile dall’acqua di mare, o da altre fonti idriche in una qualche misura “inquinate”. SOLWA fa tutto questo grazie a una speciale serra solare messa a punto con approfonditi studi di fluidodinamica. Come vedremo, il sistema funziona bene, oltre che per la produzione di acqua potabile, anche per l’essiccazione di legna, alimenti, fanghi di depurazione ecc., tutti processi ad alto consumo di energia.

gssvda--400x300I cervelli italiani ritornano alle vecchie politiche, tendendo una mano ai territori in crisi. E a proposito del riutilizzo degli scarti, segnaliamo una potenziale rivoluzione per lo smaltimento di rifiuti: la Pirolisi. Trasformazione nota da tempo ma a lungo ignorata, separa le componenti di un rifiuto anche complesso attraverso metodi senza combustione di ossigeno;

Non si formano sostanze problematiche (come CO2 o altri gas potenzialmente pericolosi) perché avviene in condizioni anossiche: il materiale solido diviene ciò che era prima di essere formato, frazioni solide, liquide, gassose, vere e proprie materie prime insomma. Dagli pneumatici, ad esempio, otteniamo il 10% del peso originale di acciaio, 30% carbone amorfo, 30 % olio combustibile, 30 % silgas che viene utilizzato a sua volta per far aumentare il calore.

Rimanendo sempre in Veneto, un’altra iniziativa nata dalla tesi di laurea di uno studente universitario (2008) ridurrà – probabilmente – le problematiche di alcune indagini nei laboratori della scientifica. Amped ha sviluppato un software specializzato nella elaborazione di immagini a scopo forense.

Per esempio, molte delle immagini riprese dalle telecamere di sicurezza sono di pessima qualità: forti riflessi, buio, nebbia, una prospettiva sfavorevole o il semplice fatto che la fotografia sia molto mossa, possono distorcere talmente l’immagine da renderla indecifrabile all’occhio umano. Applicando opportuni “filtri software”, invece, si possono recuperare immagini sorprendentemente leggibili in molte di queste situazioni. Ma al contrario di quanto si potrebbe desumere da famose serie televisive come CSI, le polizie scientifiche, per elaborare le immagini, difficilmente hanno a disposizione sofisticate piattaforme software progettate ad-hoc, ma utilizzano tanti applicativi diversi, nati per scopi del tutto differenti.

Come detto prima, anche in questo caso, si usa l’utilizzabile.

Anche per oggi è tutto, aspettatevi altre occhiate dal futuro da questa rubrica.

Fonte: Smart City, rubrica de Il Sole 24 Ore

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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