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NEWS SETTIMANALI – RIPULIRE L’ARIA

di Jacopo Lazzaro

airBoxE’ finalmente in sperimentazione un metodo all’avanguardia di “filtraggio” (se così si può chiamare) dei gas prodotti dalle grosse imprese energetiche, che ne distacca la CO2 e la trasferisce all’interno di giacimenti petroliferi. Polvere alla polvere, insomma.

Questo processo è stato denominato CCS, Carbon Capture and Storage, proprio perché attraverso reazioni estrattive riesce a distaccare le particelle causa dell’effetto serra dai prodotti di reazioni di centrali elettriche, conservarlo in appositi depositi, e produrre al contempo idrogeno.

Ma perché non viene utilizzato?

In Europa si sta cercando di realizzare un progetto, chiamato Ascent, capace di ridurre drasticamente le emissioni carboniose nell’atmosfera (per scoprire dati e considerazioni riguardo i valori di CO2, leggere il seguente articolo della rubrica ambientale); Il CCS, ovviamente, fa parte di questo progetto, ma secondo stime effettuate sull’impatto energetico di tale processo, si è riscontrato un consumo energetico troppo elevato, tanto da non giustificarne un possibile utilizzo e annullare addirittura gli introiti della vendita di tale energia.

Qual è stato dunque il secondo passo del progetto Ascent? Affiancare la reazione del CCS ad una termodinamicamente opposta. Infatti, questo progetto Europeo ha messo in moto lo studio di ben 3 diverse tecnologie basate sul principio del CCS, ed utilizzanti un materiale assorbente dall’impatto ambientale nullo, un semplice derivato di ossidi di Calcio e Magnesio. Queste tre tecnologie permettono di utilizzare l’energia prodotta da una reazione “marginale” per sostenere in buona parte il processo CCS, abbattendo drasticamente i costi energetici per far avvenire tale reazione.

Un ulteriore vantaggio deriva dal fatto che il CCS può essere addirittura affiancato alla produzione di cemento, anche qui diminuendo le emissioni di CO2, mentre i filtri esausti utilizzati nell’estrazione di CO2 verranno utilizzati come materiale utile per l’impasto del materiale grezzo.

Con questo chiudiamo l’articolo della rubrica Progresso, invitandovi a controllare il portale mercoledì prossimo per una nuova occhiata al futuro.

Nel prossimo articolo “centrali elettriche: dal fossile ai microrganismi”

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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