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NEWS SETTIMANALI

di Jacopo Lazzaro

turbina-eolica-altaeros-energies-wind-turbine-ben-glass-adam-reinSmartCity, la rubrica da cui traiamo alcune delle più interessanti news settimanali, propone altre novità dal panorama scientifico italiano. Ma, se nello scorso articolo della rubrica ambientale abbiamo riportato quanto il nostro Governo stia razzolando male, oggi invece gettiamo una luce diversa sulla situazione.

Recentemente è stato presentato al Parlamento un rapporto che faceva il punto sullo stato dell’arte delle tecnologie per sfruttare i venti troposferici. Il punto è riuscire a intercettare i venti di alta quota. Finora le pale eoliche si sono spinte fino a 200 metri dal livello del suolo, ma più si sale di quota e più i venti diventano intensi e regolari, e basta un 25% in più di velocità del vento per raddoppiare la resa di un impianto eolico. Per abbattere la barriera dei 200 metri e salire fino a un chilometro o due a intercettare i venti troposferici, però, bisogna cambiare completamente strategia. Niente più grandi tralicci, tanto per cominciare: bisogna staccarsi da terra e volare. E, forse, grandi aquiloni sostituiranno pale e turbine. I progetti, così come gli approcci, sono numerosi, diversificati e in competizione tra loro.

eolico_troposfericoGli esperti di innovazione la chiamano la “valle della morte”: è quella fase, nello sviluppo di una nuova tecnologia, in cui la ricerca considera finito il proprio lavoro, ma la tecnologia non è ancora pronta per il mercato. L’eolico di alta quota, o eolico troposferico, rischia di cadere proprio in questo limbo. Sono una ventina le start-up nel mondo che stanno sviluppando progetti – tutti basati su speciali alianti o aquiloni – per riuscire a intercettare i venti che spirano tra gli 800 e i 2000 metri, più intensi e regolari di quelli vicini al suolo, e proprio in Italia si sta sviluppando una delle tecnologie più promettenti. I prototipi ci sono, ma devono dimostrare di reggere ai fenomeni atmosferici estremi e di poter essere controllati in tutte le condizioni. Per farlo servono prima di tutto normative che chiariscano dove e come si può sperimentare, e possibilmente, anche qualche risorsa economica dedicata. Probabilmente in Italia questo progetto, viste le difficoltà, non avrà lunga vita.

Ma la portata della scoperta non può far altro che allettare, se non ora, altre menti creative in futuro, e magari in altri paesi.

Berlin Draws Summer TouristsUn peccato, pensando all’eredità intellettuale della creme scientifica italiana. E’ ora, però, di rendersi conto del clima quanto mai “ironico” della situazione politica italiana: una presa per il naso continua che rischia non solo di perdere cittadini dalle incredibili potenzialità (parliamo della fuga di cervelli, un fenomeno che continua ormai da diversi anni) ma dell’affossamento totale di un intero paese, sia in termini economici, che energetici, che morali.

tratto da Smart City de Il Sole 24Ore

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