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NEWS DAL DOMANI – Computer parsimoniosi e industria in casa

di Jacopo Lazzaro

Torniamo, dopo un troppo lungo periodo di assenza, sulle vie dell'informazione tecnologica per il futuro. Non è difficile immaginare, visto il titolo, di cosa tratteremo in quest'articolo.

Come sempre Il Sole 24 Ore, con la rubrica annessa Smart City, riporta novità importanti e potenzialmente rivoluzionarie riguardo argomenti più o meno rilevanti.

Di certo, tra la lunga lista di elettrodomestici in casa, il computer non è il più dispendioso in termini energetici. Infatti il primato se lo aggiudicano frigoriferi, forni, phone, caldaie varie… soprattutto se datati.

 

nostro pc comincia a consumare appena appena di più solo se portato a lavorare e compire calcoli superiori alla norma (se eseguiamo imulazioni con un certo grado di pesantezza sulle schede grafiche e processori) che portano il sistema di raffreddamento a lavorare molto di più per mantenere le temperature interne a livelli sopportabili per la macchina (compiendo questi calcoli a livelli critici si surriscalda).

 

E' proprio l'aumento dell'energia necessaria a lavorare e raffreddarsi contemporaneamente a consumare più energia, perchè per calcolare più cose in tempi minori i circuiti del nostro computer devono essere attraversati da più corrente. Ma ecco arrivare direttamente dal suolo italiano, presso il laboratorio Nips dell'Università di Perugia, la soluzione a questi problemi (malgrado, ripetiamo, non sia il pc a straconsumare).

E' stato infatti dimostrato che il limite di Landauer, ossia l'enunciato secondo cui c'è una quantità minima di energia sotto cui non è possibile scendere per effettuare un'operazione logica, non vale per alcune categorie di circuiti, in particolare per certi micro-meccanismi non esisterebbe alcun limite.

Si spiega così, in parole povere, il risparmio di energia: viene ridotto l'utilizzo di processori e microchip integrandoli con micro ingranaggi, applicando quindi la micro e la nano meccanica, aumentando lo spazio (e di conseguenza il numero) per i micromeccanismi, funzionanti contemporaneamente ed uno di conseguenza all'altro. Gli sviluppatori confessano che il livello di prestazioni di calcolo scende drasticamente, ma si parla di un consumo elettrico ridotto di un milione di volte. Si, avete capito bene.

Sono forse ritornati i tempi in cui la meccanica predominava ancora sull'elettronica? Solo il futuro potrà dircelo.

A proposito di futuro e predominio, proponiamo un audioarticolo di smartcity: si tratta della stampa 3D. Ritenendo l'argomento di rilevanza attuale, è di primaria importanza condividere informazioni importanti per il cittadino e consumatore.

A voi il link dell'articolo, basta cliccare qui, o qui per la continuazione.

Vi portiamo due numeri: se la stampa 3d, oggi, ha un mercato di 5 miliardi di euro, si presume che entro il 2030 (quindi tra 14 anni) si evolverà raggiungendo e superando i 100 miliardi. E, ridicolo a dirsi, sosterrà solo il 2% della produzione internazionale.

Sosterrà in particolar modo la produzione di protesi ed accessori ad uso personale umano, come occhiali, dispositivi auricolari, ricostruzioni plastiche di arti, insomma tutto ciò che viene applicato ed utilizzato dal corpo umano attraverso l'uso di scannerizzatori 3d, che registreranno le forme proprie di ogni individuo per creare dispositivi modellati ed adattati per ognuno.

Terminiamo l'articolo e l'argomento con una curiosità: un gruppo di designer americani riesce a stampare vestiti che escono dalla stampante sotto forma di una palla; il computer infatti "comprime" l'abito, e lo manda in stampa in modo da occupare il minor spazio possibile… al termine della stampa, potremmo notare come questa sfera si possa poi dispiegare rivelando il campo ultimato, proprio come le ali di una farfalla.

Nel prossimo numero, altri riferimenti al futuro

Notizie tratte da Smart City – Il Sole 24 ore

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