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Lettera L

È arrivata la lettera “L”

di Dr.ssa Lia Lazzaro

“L” come Linguaggio,  Litigio,  Labbra,  Libido.

 

Come già esplicitato più volte la comunicazione è fondamentale nel rapporto di coppia, ma lo è anche il Linguaggio, inteso come gestualità, uso di vocaboli, tono della voce, ecc. 

Nell’intimità può capitare che una persona

Linguaggiosi senta portata ad utilizzare un Linguaggio più “colorito”, commentando il rapporto stesso con termini a volte troppo “forti” (definiti “volgari” e/o “osceni” dal partner): non è infrequente nelle coppie la lamentela sulla terminologia utilizzata nell’intimità; questo aspetto può incidere negativamente sulla qualità del rapporto di coppia, fino a determinare un vero e proprio problema, con la nascita di Litigio, perché ogni persona porta con sé tutto il suo bagaglio culturale, morale, religioso, familiare e di proprie esperienze.  In ogni caso, se in una coppia il Litigio è frequente ne consegue che l’intimità nel rapporto di coppia ne risente sempre più, con allontanamento dei partner, che interrompono le comunicazioni o al contrario iniziano una vera e propria battaglia, utilizzando sempre più un Linguaggio di tipo ostile.

                

 

LitigioPer contro vi sono invece alcune coppie che nell’intimità utilizzano di proposito un Linguaggio esplicito, “forte”, verbalizzando fantasie e fatti durante il rapporto sessuale, perché questo aspetto della comunicazione suscita nei partner della coppia un’aumentata eccitazione e un potenziamento della Libido; in ogni caso questa modalità è condivisa ed apprezzata da entrambi. C’è una sorta di “contratto di coppia” per cui è chiaramente esplicitato quello che è possibile fare e quello che non è gradito; finché questo “patto” viene rispettato tutti e due si possono liberamente esprimere ed esplorare insieme nuove modalità di rapporto. 

 Quando parliamo di Linguaggio possiamo intendere anche tutta la terminologia relativa all’apparato riproduttivo e alla sessualità;  ci sono svariati sinonimi per la vagina, la vulva,  i seni, il pene, i testicoli… questi organi prendono nomi diversi anche in base alla regione di appartenenza (i diversi dialetti sono davvero originali)!   Pare che la difficoltà inizi proprio dall’educazione dei bambini, quando si utilizzano termini impropri per nominare gli organi sessuali, quasi un tabù che comincia proprio dai genitori e si trasmette ai figli, così come la difficoltà di mostrare il corpo nudo, con le differenze che ci sono tra maschi e femmine, considerando la nudità come qualcosa di “sconcio”. L’essere umano è l’unico individuo appartenente al regno animale che si copre al fine di  nascondere il proprio corpo e le zone intime.   Ecco allora che se una persona utilizza un abbigliamento diverso,  considerato provocante, suscita sempre reazioni esagerate, con tutte le conseguenze del caso (ne è un esempio la critica fatta a vittime di molestie sessuali, attribuendo loro la colpa dell’aggressione subita solo perché indossavano abiti “succinti”: allora, per lo stesso motivo,  in un campo nudisti dovrebbero esserci gli stupri di massa!!!).

intimitàPer quanto riguarda le terminologie sembra doveroso esplicitare cosa si intende per Libido: il termine, coniato da S. Freud, significa “desiderio” e identifica un concetto cardine della teoria psicoanalitica: la Libido rappresenta la principale pulsione sessuale (intesa in psicoanalisi come energia psichica, una spinta vitale di ricerca del piacere) che non deve essere focalizzata solo sul rapporto coitale.  Infatti secondo Freud lo sviluppo psicosessuale dell’individuo inizia già nel lattante, con lo stadio orale, in cui la Libido viene soddisfatta attraverso la suzione.   

Per approfondimenti vedi il link  Freud: la teoria della libido – Scienza e Psicoanalisi.

 

 

 

libidoPurtroppo nel “gergo comune” il termine “libidico” (aggettivo di Libido, es. “fase libidica”) viene confuso con “libidinoso”, cioè “dominato dalla lussuria” e questa parola può essere interpretata con una connotazione negativa:  immediatamente il pensiero può correre a un individuo dal comportamento “viscido”, una persona che magari molesta il prossimo…  Il Codice Penale cita in alcuni Articoli  i reati di “atti di libidine” e “comportamento libidinoso”, prevedendo sanzioni e altre misure punitive a chi commette questi reati.

Tornando alle fasi dello sviluppo psicosessuale, che abbiamo peraltro già affrontato in precedenti articoli, è importante   ricordare che già nel bambino la bocca, la mucosa orale e le Labbra sono indispensabili per soddisfare la “pulsione Libidica” e per conoscere il mondo (a livello orale ci sono dei recettori molto sensibili, che permettono di discriminare gli oggetti e la loro natura).  Anche l’adulto spesso focalizza le sue sensazioni sulle Labbra: viene spontaneo pensare al bacio, all’espressione che il viso assume – e trasmette –  a seconda che le Labbra siano atteggiate in un sorriso o in una espressione diversa (disappunto, dolore, fastidio, ecc)…

 

bacio di mammaMa vi è un altro aspetto importante: anche da adulti le Labbra servono per “riconoscere” qualcosa: pensiamo ad una madre che appoggia le Labbra sulla fronte del figlio per sentire se ha la febbre, oppure ancora usiamo le Labbra per riconoscere piccoli oggetti (es. se si conficca una scheggia di legno nel dito), oppure si possono usare le Labbra per apprezzare la morbidezza di un tessuto (o della pelle del partner)…

 

 

 

 

labbraLe donne inoltre truccano le proprie Labbra con il rossetto, la matita colorata o il lucida-Labbra, per mettere in risalto questo tratto del viso: sono più sensuali le Labbra carnose, ben delineate; molte donne ricorrono alla chirurgia plastica per ispessire le Labbra, perdendo a volte quella spontaneità dell’espressione facciale e magari anche riducendo la propria sensibilità labiale proprio a causa degli interventi estetici…

 

 

Per informazioni e approfondimenti: 

Dr.ssa Lia Lazzaro  cell. 3401176641

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