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LA TERRA OGGI

Di Jacopo Lazzaro

ImageHandlerViste le politiche e le campagne di sensibilizzazione riguardo energie rinnovabili, “green” per la tutela dell’ambiente circostante, è possibile scorgere sensibilmente la spinta delle lobby verso mercati che in realtà non salvaguardano quanto promettono.

Dati alla mano, diffusi da Legambiente in un articolo informativo al riguardo, analizziamo gli inquinanti liberati nell’atmosfera che di giorno in giorno respiriamo. Questi residui liberati, creano l’alterazione atmosferica definita comunemente come inquinamento. Le sostanze più diffuse sono composti solfurei (biossido di zolfo), di azoto (ossidi di azoto), carboniosi (monossido di carbonio), l’ozono, il benzene, idrocarburi policiclici aromatici (IPA), le polveri (soprattutto il particolato di diametro inferiore a 10 milionesimi di metro, il Pm10, ed il MINOLTA DIGITAL CAMERApiù dannoso Pm2,5, con diametro inferiore a 2,5 milionesimi di metro) e il .

La concentrazione di questo genere di inquinanti è maggiore nelle aree metropolitane, dove scarichi automobilistici, industriali e derivati dal riscaldamento delle zone abitate sono particolarmente attivi e produttivi. Nonostante le funzioni che i mezzi sopracitati svolgono per l’uomo, minano però alla base la salute degli stessi cittadini.

Questo articolo non vuole essere di parte, bensì introdurre una rubrica riguardo problemi, proposte e soluzioni ecologiche, ecologicamente (ed economicamente) sostenibili per il consumatore medio.

L’obbiettivo di questa sezione, è principalmente rendere consapevoli della realtà dei fatti malgrado poco corrette campagne di sensibilizzazione, pilotate per interesse.

Uno degli inquinanti più pericolosi per l’uomo e più diffusi nelle città è il Pm10 (: uno studio realizzato dall’Organizzazione mondiale della sanità ha stimato che nei grandi centri italiani, a causa delle concentrazioni di particolato sottile superiori ai 30 microgrammi per metro cubo, muoiono oltre 8 mila persone ogni anno.

pm10Uno dei principali responsabili dell’inquinamento da Pm10 e Pm2,5 è il traffico urbano: i trasporti stradali, infatti, producono più di un quarto del totale delle emissioni di questo inquinante, oltre ad essere i responsabili dell’emissione della metà degli ossidi di azoto, monossidi di carbonio e benzene nell’aria; le automobili, fatto sconvolgente, producono ben 1/3 del Pm10, il 40% degli ossidi di azoto, e addirittura 2/3 del benzene e dell’anidride carbonica.

Per quanto riguarda invece gli ossidi di zolfo, vengono prodotti sostanzialmente dagli impianti industriali ed energetici, responsabili inoltre di ¾ delle emissioni totali.

Detto questo, è interessante riflettere sulla situazione: se dare maggiore importanza ai servizi che i nostri attuali mezzi offrono, o valutare un investimento mirato per quanto riguarda i trasporti e l’efficienza energetica domestica, oltre che quella industriale.

Discutere, poi, riguardo idee, sovvenzioni e prodotti sostenibili è estremamente efficace, dato che si sollevano opinioni, idee ed accostamenti differenti di cittadini italiani, ugualmente attivi, e allo stesso modo consumatori.

In questo modo, stimoliamo la popolazione ad esporre la propria posizione, e diamo l’importanza che l’individuo merita.

 

Nel prossimo articolo, AUTOVEICOLI: STIME E NUMERI PRATICI, tratteremo di come la scelta di una vettura debba essere organizzata, attraverso considerazioni classiche, tecniche, e soprattutto, “alternative”.

 

Articolo e dati tratti da Legambiente

Una risposta a LA TERRA OGGI

  • Non capisco se state mirando al catastrofismo oppure se siete interessati a proporre possibili soluzioni.
    Secondo me oggi più che mai è importente creare la consapevolezza che ognuno di noi può contribuire a migliorare le cose.
    Ciao

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