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La mossa del petrolio

Pensavamo che la lotta contro le piattaforme di estrazione petrolifere fosse a senso unico. Invece, a sorpresa… Eni denuncia Greenpeace.

Continuate a leggere per capire di cosa si tratta…

"Apprendiamo da fonti di stampa che ENI ci avrebbe denunciato per aver messo su una piattaforma – inquinante – uno striscione a difesa del mare e per il SI al referendum del 17 aprile.

Si tratterebbe di un esposto presso la Procura di Ravenna contro i nostri attivisti che il 30 marzo scorso manifestarono pacificamente presso la piattaforma Agostino B, al largo di Marina di Ravenna.

In quell’occasione abbiamo presentato in 30 procure della Repubblica un esposto contro le “trivelle fuorilegge”, oggetto di un nostro recente rapporto.

Stando a quanto apparso sulla stampa l’ENI segnala “rischi connessi all’iniziativa degli attivisti” e parla di possibili fughe di gas, sarebbe interessante sapere se e come tali fughe vengono monitorate da un’autorità indipendente da ENI. Si legge di cancelli lasciati aperti e, peraltro, bisogna dire che la piattaforma era deserta, quale prevenzione compie ENI?

In ultimo si parla di questo esposto denuncia come di un "atto dovuto": eppure abbiamo visitato altre piattaforme di ENI (per oltre 36 ore, non sei come in questo caso). Come mai nel caso di Prezioso, al largo di Licata, l'atto non era dovuto e su Agostino B invece sì?

ENI sa che la piattaforma Agostino B ha i dati ambientali fuori norma? Certo che lo sa, ma nessuno interviene e chi lo fa sapere a tutti viene denunciato: lo scriverà sul suo “Rapporto di sostenibilità”?"

Con questo concludiamo l'articolo, e vi invitiamo a riflettere…

 

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