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In Indonesia finisce la stagione degli incendi

di Jacopo Lazzaro

Gli incendi che hanno consumato l’Indonesia tra agosto e ottobre di quest’anno hanno portato l’attenzione internazionale sul problema della distruzione delle foreste indonesiane.

Facciamo però un punto sulla situazione:

  • Negli ultimi 25 anni il paese ha perso un quarto delle sue foreste, cioè 31 milioni di ettari: un'area grande quasi quanto la Germania, arrivando ora ad ottenere il più alto tasso di deforestazione al mondo, un triste record che prima apparteneva al Brasile.

 

 

  • Le compagnie produttrici di olio di palma e polpa di cellulosa sono i principali responsabili di questa devastazione. Quasi il 40% della deforestazione avvenuta tra il 2011 e il 2013 ha avuto luogo in terreni convertiti in piantagioni industriali.
  • La deforestazione ha portato gli oranghi sull'orlo dell'estinzione: in soli due anni (2011 – 2013) questi primati hanno perso il 4% di ciò che resta del loro habitat.
  • Potrebbe andar peggio. Infatti, il 51% dell’habitat degli oranghi ancora intatto si trova in aree forestali che il governo indonesiano ha già concesso ad aziende che deforesteranno per sviluppare piantagioni o miniere.
  • Milioni di persone in tutto Sud-Est asiatico hanno subito danni alla salute a causa dalla densa nube di fumo di ceneri emessa dagli incendi. Oltre 110.000 persone muoiono prematuramente ogni anno a causa delle nubi tossiche che originano dagli incendi forestali.
  • Secondo il World Resources Institute (WRI, ottobre 2015),  le attuali emissioni totali di anidride carbonica dell'Indonesia sono di circa 760 miliardi di tonnellate, escluse le emissioni derivanti dal cambiamento di uso del suolo.  Gli incendi di quest’ anno hanno triplicato le emissioni di gas serra annuali del paese.
  • Tra fine settembre e fine ottobre 2015, gli incendi indonesiani hanno emesso più gas serra dell’ intera economia statunitense durante lo stesso periodo.

 

Fortunatamente, da circa due settimane, è arrivata la pioggia sulle isole di Sumatra e Kalimantan, spegnendo vari focolai e dando sollievo alla popolazione e alle foreste.

Ma la crisi è tutt'altro che finita.

Fino a quando le aziende produttrici di olio di palma e polpa di cellulosa continueranno a bruciare le foreste e a prosciugare le torbiere, favorite dall’atteggiamento lassista del governo, gli incendi torneranno presto a devastare il paese.

Chiediamo alle aziende che producono, distribuiscono e acquistano olio di palma e alGoverno Indonesiano di lavorare insieme per assicurare che le recenti iniziative del Presidente Joko Widodo vengano seriamente implementate, in modo da garantire la salvaguardia e la protezione delle foreste, gli animali e i cittadini..

Per riuscirci, Greenpeace (da cui traiamo la notizia) ritiene fondamentali le seguenti misure:

1.     Fermare la deforestazione: Fermare la distruzione delle foreste e delle torbiere indonesiane, lavorando con tutte le parti coinvolte.

2.     Garantire trasparenza e responsabilità: Le mappe governative delle concessioni forestali devono essere rese pubbliche. Le aziende e il governo devono inoltre garantire che i produttori siano adeguatamente monitorati.

3.     Ripulire il mercato: Le aziende che continuano a creare condizioni favorevoli al divampare degli incendi, al drenaggio delle torbiere e la distruzione delle foreste devono essere sanzionate ed escluse dal mercato.

4.     Rimediare al danno: Le foreste perdute a causa degli incendi devono essere ripristinate e le aree forestali vulnerabili devono essere tutelate.

5.     Avviare la soluzione: Le comunità locali devono ricevere incentivi e benefici a sostengono della conservazione e gestione sostenibile del patrimonio forestale.


Se lo scandalo in amazzonia sul legno illegale non è stato abbastanza (trovate l'articolo a questo link), la terra continua a pagare di tasca propria. E di tasca nostra.

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Fonte Greenpeace

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