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Impact Farm, serre in città

Articolo di Jacopo Lazzaro

Un vecchio container diventa l’anima di una serra su due piani modulare e autosufficiente dal punto di vista energetico.

Arriva imballata in pacchi piatti, si costruisce in 10 giorni seguendo passo passo un manuale appena più complesso delle istruzioni di Ikea e si può smontare e rimontare innumerevoli volte. Chiunque abbia avuto a che fare con una libreria Billy può riuscirci e la produzione può arrivare a sei tonnellate di frutta e verdura all’anno.

È Impact Farm, progetto dello studio di architettura di Copenhagen Human Habitat, e potrebbe cambiare il volto alle nostre città, sfruttando gli spazi inutilizzati anche solo temporaneamente.

L’idea di partenza del team è stata progettare una soluzione prima di tutto smontabile, capace quindi di cambiare volto pressoché istantaneamente, per adattarsi a un parcheggio abbandonato, a un lotto in attesa di essere costruito o a un deposito inutilizzato. Il prototipo di Impact Farm è stato installato in una strada senza uscita del quartiere Nørrebro a Copenhagen e al suo interno stanno già crescendo le prime colture, mentre per 10 mesi verranno raccolti dati e informazioni sull’andamento delle coltivazioni, sui consumi di energia prodotta e acqua piovana raccolta.

Dalla primavera, poi, si terranno workshop per insegnare le tecniche agricole ai cittadini interessati a consumare la propria frutta e verdura e a chiunque abbia voglia di provare a tramutare il tutto in lavoro.

L’obiettivo infatti sarebbe quello di vendere il raccolto a ristoranti, locali della zona e abitanti del quartiere, in una sorta di mercato settimanale organizzato proprio di fronte alla serra. 

Se dopo sei mesi l’area in cui sorge deve essere utilizzata in qualche modo, si impacchetta il tutto e si ricomincia da un’altra parte. Al momento le Impact Farm sono ordinabili e le prime consegne sono previste per l’autunno.

Nel migliore dei mondi possibili, strutture di questo tipo non sarebbero così necessarie: ogni quartiere avrebbe un giardino comunitario, orto o spazio verde da gestire in autonomia. I dati sul consumo del suolo in Italia riportano alla realtà. Secondo il rapporto 2015 dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) ogni giorno nel nostro Paese scompare una superficie pari a 55 campi da calcio, tra i sei e i sette metri quadrati al secondo. 

La percentuale di suolo coperta da edifici, capannoni, strade e servizi, quindi impermeabilizzata, è passata dal 2,7% della superficie nazionale negli anni Cinquanta al 7% del 2014. Lombardia, Veneto e Campania sono sul podio delle regioni in cui il consumo del suolo è più pervasivo, rispettivamente con l’11%, il 10% e il 9%.

Serre come Impact Farm, installabili sul cemento nello spazio di quattro posti auto offrono spiragli interessanti per il riutilizzo di ogni singolo metro di spazio urbano e  per la nascita di una nuova micro-economia. E senza costi ulteriori per l’adeguamento del terreno.

Attendete ulteriori aggiornamenti da Ascolto e Azione, per oggi è tutto.

Articolo tratto da wired.

2 risposte a Impact Farm, serre in città

  • Bellissima questa iniziativa

    Mi piacerebbe molto sapere quanto viene a costare una serra di questo tipo.

    Per caso avete qualche info a proposito di costi d'acquisto e di gestione ?

    Grazie

     

    • Compiendo un’attenta ricerca, non ci è stato possibile risalire al costo della struttura, essendo ancora in fase sperimentale (o almeno, non è ancora entrato in commercio), anche se si presuppone che possa affacciarsi nel mercato europeo nel corso del 2016. Vi informeremo non appena ci saranno ulteriori news riguardo impact farm, resti collegato!

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