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IL DOOMSDAY CLOCK, PIÙ VICINO ALLA FINE DEL MONDO DI DUE MINUTI

di Jacopo Lazzaro

doomsday-clock-110516E’ passato solo un anno, dal momento in cui il Doomsday Clock segnava esattamente la mezzanotte meno cinque. Ora, iniziando il 2015, è stato accelerato di due minuti, segnando quindi le meno tre minuti.

Spaesati? Corriamo ai ripari, e cerchiamo di spiegare questa difficile affermazione.

Cos’è il Doomsday Clock? Creato alla fine della Guerra Fredda dai membri del Bullettin of the Atomic Scientists (Bas) , era uno strumento che permetteva (attraverso calcoli particolarmente difficili, includendo variabili di ogni sorta) di stabilire quanto l’umanità fosse vicina all’autodistruzione, corrispondente alla mezzanotte.

L’ora segnata dal dispositivo si riferisce alle condizioni ambientali, di armamento nucleare, e delle politiche mondiali. Può essere difficile credere di essere così vicini alla fine, ma tutto sommato non è la prima volta.

orologio-apocalisse-doomsday-clock-mezzanotteA cosa ci riferiamo? La stessa identica ora è stata raggiunta dall’orologio esattamente nel 1949 e poi nel 1984, rispettivamente con i test sovietici della bomba nucleare e con l’escalation della tensione Usa-Urss. E’ scioccante pensare di essere arrivati a certe, disastrose condizioni.

A dire il vero, i media comunicano una realtà estremamente selezionata e politicamente guidata. E non sappiamo, se non spulciando tra le news diffuse su internet, che USA, Russia, ma anche Regno Unito, Francia, India, Pakistan, Israele e Nord Corea hanno modernizzato il proprio arsenale nucleare, o creato addirittura testate missilistiche vere e proprie.

39639“Nel 2015, il cambiamento climatico incontrollato, la modernizzazione globale di armi nucleari, e arsenali di armi nucleari fuori misura costituiscono minacce innegabili e straordinarie per la sopravvivenza dell’umanità, e leader mondiali hanno fallito ad agire con velocità o in modo necessario per proteggere i cittadini da una potenziale catastrofe. Questi fallimenti della leadership politica mettono in pericolo ogni persona sulla Terra”, scrivono dal BAS.  Ci si presenta quindi una realtà complessa ed estremamente sfaccettata, con la paura della guerra da una parte, e la salute delle nostre famiglie dall’altra, legata all’aria che respiriamo ed alle temperature a cui siamo esposti.

Infatti, secondo un confronto della raccolta dati riguardante temperatura ed umidità nell’atmosfera, il 2014 è stato uno degli anni più caldi dal 1880. Beh, allora prima del 1880 ce ne sono stati di più caldi… Sbagliato. Semplicemente, le prime misurazioni scientificamente affidabili arrivano da quel tempo, e non prima.

Preoccupante, poi, il fatto che abbiamo assistito a ben 10 anni estremamente caldi, solo nell’arco di tempo tra il 2000 ed oggi, ad esclusione del 1998.

globale-australia-ambiente“Il riscaldamento globale a lungo termine”, racconta John Grunsfeld, direttore dello Science Mission Directorate della Nasa, “e il fatto che il 2014 sia stato un anno così caldo rendono ancora più importante lo studio della Terra come sistema climatico complesso e la comprensione del ruolo e dell’impatto dell’attività umana”. Dal 1880, la temperatura media della superficie terrestre è aumentata di circa 0,8° centigradi, quasi esclusivamente a causa delle crescenti emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera. Il riscaldamento più consistente è stato osservato negli ultimi trent’anni.

“Il 2014”, spiega Gavin Schmidt, direttore del Goddard Institute of Space Studies (Giss) della Nasa, “è l’ultimo anno in una lunga serie di decenni caldi. Anche se singole annate particolarmente calde possono essere attribuibili a oscillazioni statistiche nei pattern climatici, gli andamenti a lungo termine, che abbracciano più decenni, sono senz’altro dovuti all’attività antropica, in particolare all’emissione di gas serra”.

Insomma, la lancetta segna la mezzanotte meno tre minuti… ma se due minuti sono passati in solo un anno, potremmo non avere più così tanto tempo.

Da Ascolto e Azione è tutto, restate in attesa di altre sensazionali news sull’ambiente.

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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