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GENERARE E PRESERVARE IL FUTURO

di Lazzaro Jacopo

Terra-nel-futuroIl futuro non è una forma così illusoria di ciò che sta per accadere. Il futuro viene progettato, incanalato, ed anche se spesso non va come ci si aspetta, tradendo le nostre attese, spesso ci rivela qualche interessante sopresa. E’ per questo che continuiamo questa rubrica. E in questo numero tratteremo alcuni dei temi più importanti della società e, spero, dei lettori: approvvigionamento energetico, sostenibilità di smaltimento e produzione di isolanti, e produzione agricola.

Se pensiamo che fino a poco tempo fa i pannelli a celle fotovoltaiche venivano considerati all’avanguardia e rivoluzionari per la produzione di energia in un futuro prossimo, non possiamo non notare come i piani si siano rivoltati con l’arrivo di tecnologie ancora più sostenibili e efficienti, ed oggi parliamo dei quantum dot.

quantum dots_detailUna ricerca congiunta del Californian Institute of Technology e dell’Università di Milano Bicocca ha posto le basi per sviluppare una nuova generazione di dispositivi fotovoltaici e (usando un termine non ufficiale ma che rende l’idea) “termovoltaici” molto più efficienti degli attuali. Siamo nel campo delle nanotecnologie: piccolissimi aggregati composti da pochi atomi che godono di proprietà molto speciali. In particolare, la ricerca ha dimostrato che quantum-dot opportunamente progettati, sono in grado di intrappolare l’energia luminosa o termica, e di trattenerla al loro interno, senza che si degradi, per un periodo di tempo sufficientemente lungo da consentire di processarla e trasformarla in una forma di energia utile, tipicamente energia elettrica. E’ un progresso importante che, per ora, è valsa al gruppo di ricerca dell’Università degli studi di Milano, la Bicocca, la copertina di Nano Letters.

L’efficienza, dunque, in questi processi è fondamentale. Ma non dimentichiamo l’impatto energetico che può essere richiesto per produrre ma soprattutto smaltire certe apparecchiature. E’ proprio per questo che ci focalizziamo ora su un altro prodotto naturale e rivoluzionario per l’edilizia.

620x320xnanocellulosa-isolante-c.jpg.pagespeed.ic.ACrOgKWHZQRecentemente, una ricerca finanziata dallo Swedish Strategic Foundation e condotta tra l’altro in collaborazione con il Politecnico di Torino ha conquistato le pagine di Nature Nanotechnology con un nano-materiale del tutto innovativo: un mix di cellulosa, grafene e sepiolite, un minerale naturale, con prestazioni straordinarie di isolamento e resistenza al fuoco, e del tutto neutro per l’ambiente. Può essere utilizzato soprattutto in situazioni critiche, in cui vi sono limiti allo spessore del materiale isolante che si può installare, ma generalmente in qualsiasi occasione. Infatti, con spessori estremamente esigui ed evitando qualsiasi emissione tossica (i materiali sono naturali).

Abbiamo poi un ultimo argomento, sicuramente caro a coloro che sono contrari all’utilizzo di coltivazioni OGM in Italia. L’ingegneria genetica, comunque, non si arrende. Infatti modificare un organismo per ottenere una maggior produzione e resistenza a climi estremi, da possibilità maggiori a popolazioni con scarse estensioni terriere o terre povere di sali ed acqua.

Il rapporto di Greenpeace International spiega come la MAS (Marker Assisted Selection), ovvero la selezione assistita da marcatori, sia un utile strumento per il miglioramento genetico delle piante.

133556_pflanzen_512080La MAS è usata per la selezione convenzionale delle piante e produce nuove varietà di colture non-OGM, mentre questa obsoleta tecnologia produce piante brevettate e portatrici intrinseche di rischi per ambiente e salute.

La selezione assistita da marcatori è una biotecnologia innovativa, che sta avendo un impatto positivo sulle vite degli agricoltori, aiutandoli a gestire le avversità ed è un tipo di tecnologia che può colmare il divario tra il sapere degli agricoltori e l’approccio scientifico, al fine di ottenere il meglio da entrambe le prospettive. Una tecnica innovativa che potrebbe contribuire significativamente alla transizione verso un modello di agricoltura ecologica, in grado di fornire cibo sano senza danneggiare l’ambiente, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici in corso.

Chiudiamo così anche questo articolo della rubrica progresso.

Nel prossimo numero, ancora news dal domani.

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

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