Abbracciamo e diamo vita al concetto di comunità
Eventi
maggio: 2018
L M M G V S D
« Apr    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  
Seguici anche su
  • Facebook
  • Youtube
  • Twitter

GENERARE E PRESERVARE IL FUTURO

di Jacopo Lazzaro

Preserviamolo, insomma, questo futuro.

terraLa sfida degli ultimi sessant’anni, o in generale dalla seconda rivoluzione industriale, è stata indubbiamente identificare una fonte di energia illimitata. Non diciamo “sostenibile”, perché in fondo la sostenibilità (o meglio, il poter acquisire energia senza compromettere l’ambiente) è una parolona che amiamo sfoggiare solo ultimamente, e che le industrie sbandierano più per un fine commerciale che coscienziosamente.

Se pensiamo invece che qualsiasi materia in movimento è una potenziale fonte, possiamo renderci conto di quanto invasiva ed intrinseca sia l’energia in tutte le sue forme. Energia cinetica (come dicevamo poco sopra, è quella posseduta da un corpo in movimento), Energia potenziale (quella posseduta da un corpo, ad esempio, posto ad una certa altezza dal suolo, o da un punto di riferimento preciso), elettrica, chimica, etc… le forme di energia sono insomma varie e pervasive.

Il moto ondoso è diventato quindi il nuovo oggetto dello studio per l’approvvigionamento energetico. Dopotutto le onde si muovono, giusto? E di fatto, sono portatrici di energia cinetica, a sua volta convertibile in energia elettrica.

Quali sono i problemi? Innanzitutto non è possibile adottare un’unica soluzione per assorbirne l’energia, date le variabili condizioni dei mari. Poi, l’acqua ha un fortissimo potere corrosivo (nei confronti di strumenti, rocce, apparecchiature) anche in momenti di calma, mentre diventando tempestosa riesce letteralmente a distruggere qualsiasi cosa vi stia intorno.

Un’idea c’è, ed è stata pensata al politecnico di Torino (ultimamente estremamente prolifico, basta dare un occhio agli ultimi articoli).

678729378E quest’idea è ISWEC, un generatore di energia da moto ondoso di concezione completamente nuova, che verrà sperimentato per la prima volta ad Aprile, al largo di Pantelleria.

In questo campo le si stanno tentando un po’ tutte, finora con scarsi risultati pratici. Il mare è un ambiente terribilmente difficile, ma il potenziale delle onde è immenso ed è lì da cogliere. Così WaveForEnergy, start-up venuta fuori dall’incubatore del Politecnico di Torino, ci prova con un apparato davvero ingegnoso: un sistema galleggiante con all’interno un grande giroscopio.

Il primo segue il movimento ondoso mentre il secondo, una specie di grande trottola, tende a resistervi. Tra i due si sviluppano forze che vengono imbrigliate e usate per produrre energia.

E in caso di mare mosso, o con una frequenza di onde irregolare? Semplice, la velocità di rotazione del giroscopio viene aumentata sistematicamente, in modo da rispondere alle necessità delle condizioni marittime. E si parla di una resa (a livello sperimentale ed ancora in perfezionamento) del 30-35%.

Non un grandissimo risultato, ma la tecnologia, negli anni, sicuramente permetterà un profitto decisamente maggiore (basti pensare alle prime versioni delle pale eoliche o dei pannelli fotovoltaici).

Attendiamo dunque aggiornamenti dalla rubrica Smart City, de Il Sole 24 ore, e dal Politecnico di Torino.

Attendete altre news dal domani mercoledì prossimo, con un nuovo e gustoso articolo.

Per ascoltare l’audio articolo, clicca sull’icona qui sotto

audio_icon

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *