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Funghi Espresso

Articolo di Jacopo Lazzaro

A quanti di noi piace bere un buon caffè? Tanti, se pensiamo che la produzione annua di polveri di scarto è pari a 380 mila tonnellate annue. Il problema è: come smaltirle? Molti penseranno che non sia un problema, vista la natura "naturale del caffè", ma non è così semplice. 

In nostro soccorso arriva una start-up di Firenze, che ha trovato il modo di smaltire i fondi del caffè usandoli come substrato per la coltivazione di funghi. 

Funghi Espresso, questo il nome della piccola impresa fiorentina, segnalata dal Ministero dell'Agricoltura tra le 25 start-up agricole più innovative, ad oggi ha già prodotto una tonnellata di funghi in questo modo e ora punta a diffondere in tutto il paese il suo modello di coltivazione a bassissimo impatto ambientale mettendo a punto dei container serra, controllabili e gestibili da remoto, che permettano di coltivare i funghi in città, il più vicino possibile ai luoghi dove i fondi di caffè vengono prodotti; e per questo ha lanciato un crowdfunding (cliccate per arrivare al link della raccolta fondi).

Ecco cos'ha da dire Antonio Di Giovanni, co-fondatore di Funghi Espresso.

"Il processo è semplice, e non lascia scampo in ogni suo passaggio al riutilizzo dei componenti: con una bici elettrica si raccolgono i fondi di caffè 3 volte a settimana, recandoci presso ogni bar della zona.

Questi poi li si porta in azienda, si mettono insieme alla spora del fungo (processo chiamato inoculazione), e si mette il tutto in un sacchettino in camera oscura per 25 giorni.

Al termine dell'incubazione la spora avrà attecchito, dandoci la possibilità di coltivare il fungo. Per sviluppare il fungo abbiamo studiato una camera contenente un'atmosfera umida al 90% e ben soleggiata, in modo che dopo una settimana si possa raccogliere il prodotto finito.

Gli chef che si riforniscono da noi testimoniano di ave notato come i nostri funghi abbiano consistenza diversa e buon aroma."

Tutto molto interessante direte voi, ma come viene smaltito il fondo di caffè "esausto"?

"Il substrato esausto viene compostato ed usato come concime organico per le piante, in modo da non buttare via nulla."

Di Giovanni continua il discorso riguardo i progetti futuri

"Finora abbiamo trattato di sistemi per i bar e i grossi produttori di fondi di caffè, ma abbiamo pensato anche alle famiglie: vogliamo proporre kit da coltivazione domestica e centri nevralgici con container controllati da remoto, attraverso sistema arduino. Per questo, abbiamo anche una campagna di raccolta fondi crowdfunding."

Un altro articolo per dimostrare quanto, ancora una volta, l'innovazione cammina affianco all'ecosostenibilità.

Articolo tratto da Smart City, rubrica de Il Sole 24ore

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