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AUTOVEICOLI: STIME E NUMERI PRATICI

di Jacopo Lazzaro

1350299245281_cs15102012Si dibatte a lungo su quale veicolo acquistare; al di la della marca, uno dei confronti più quotati tra gli interessati è sulla convenienza del motore.

Wroar.net, a questo link (http://www.wroar.net/pages/scelta-del-veicolo-benzina-metano-gpl-o-diesel.html) tratta della questione tecnica al meglio, cosicché dovendo decidere che mezzo acquistare, si possa scegliere in base alle proprie esigenze perché, ovviamente, l’acquisto deve essere ponderato in base alle esigenze d’uso.

La discussione al riguardo ci sembrava sconveniente, dato che l’obbiettivo della rubrica è di informare e sensibilizzare. Abbiamo cominciato con un articolo introduttivo generale sulle emissioni cittadine, mentre in questo prenderemo in esame alcune autovetture di diversa cilindrata, calcolando l’emissione media di alcune auto in circolazione. I dati sono stati ricavati da quattroruote.it, e si riferiscono per lo più a utilitarie. Abbiamo lasciato le Super-car in pista.

 VETTURA           EMISSIONI C02 (g/Km)
Benzina 1.0 cc 108,5
Benzina 1.2 cc 112,5
Gasolio 1.4 cc 107,3
Gasolio 1.6 cc 103,8
Metano 0.9 – 1.0 cc 104,3
GPL 1.0 cc 114,7
GPL 1.2 cc 119,5
GPL 1.4 cc 129,0

Analizzando le sole emissioni di CO2 (gli unici dati affidabili trovati, ed i soli condivisi da quatroruote.it) notiamo come il divario tra benzina/diesel e metano/GPL non sia così elevato. L’unica differenza tangibile sta nel prezzo, sensibilmente diverso. Il costo di un pieno di metano, infatti, economicamente non ha paragone rispetto ad uno di benzina o diesel.

A questo punto, sta al cittadino decidere se dare maggior peso al proprio portafogli, oppure optare per soluzioni più sostenibili dal punto di vista ambientale. Come avremo occasione di vedere, in realtà nemmeno in questo caso lo scarto economico è così elevato.

Ad Ascolto e Azione, infatti, riteniamo che la variabilità dei costi di mercato sia tale da eclissare, almeno ai giorni nostri, il puro fattore economico. Per questo, ci concentreremo verso un modo di investire basato sulla responsabilità collettiva e la salvaguardia per un pianeta collassante. Dato che il contributo è per buona parte opera nostra, è utile pensare al domani dei nostri figli ed acquistare oggi più consapevolmente.

Assembling cars Skoda Octavia on conveyor lineMediamente, la produzione di un veicolo avviene per via meccanica, con l’ausilio di macchinari e processi industriali. Secondo stime e pareri di tecnici del settore, e dando una media dell’impatto per la produzione del veicolo, scopriamo che l’emissione di inquinanti equivale ad un range del 50-70% della produzione di CO2 dell’arco di vita e utilizzo della vettura stessa.

Capirete quindi che la quantità rilasciata nell’ambiente, alla fine dei conti, è estremamente elevata.

Offrendo un confronto, data la complessità del motore diesel rispetto a quello a benzina (malgrado il diesel emetta meno CO2 quando è in uso), i processi produttivi per il primo sono estremamente più complicati, lunghi e, inevitabilmente inquinanti. Paradossalmente, il motore più inquinante, quello a benzina, emette invece meno dal punto di vista produttivo.

E’ invece più difficile determinare l’impatto della produzione di un impianto a metano, dato che stime generiche (data la troppo lieve presenza sul mercato di questi impianti) non sono ancora state eseguite.

Dal punto di vista ambientale, comunque, è riduttivo parlare solamente di emissioni dal momento che sono state avviate nuove iniziative; una pratica nuova di zecca è il riciclaggio.

Come sostiene rinnovabili.it, si tratta di un fenomeno ormai ben avviato i cui effetti nel lungo termine sono oggi difficilmente prevedibili, soprattutto a causa dell’aumento del parco auto mondiale che passerà da 1 miliardo a circa 2,5 miliardi di autovetture entro la metà del secolo e dell’interesse delle case automobilistiche per i materiali riciclati.

reauto

Secondo quanto dichiarato dall’Organizzazione Internazionale dei Costruttori di Automobili (OICA), lo scorso anno il record di 60 milioni di auto prodotte è stato raggiunto non grazie ai grandi produttori come la Germania o il Giappone, ma a Paesi come la Cina.

Quindici anni fa, la –ormai-non-così-italiana- FIAT si lanciava sul mercato del riciclo, ma oggi come già detto, abbiamo una filiera molto più estesa: anche Land Rover, dai primi anni 2000, attua il progetto di riciclo (perché imposto dalle norme dell’Unione Europea) progettando veicoli riciclabili almeno fino all’85%. Inoltre (informa Land Rover nel suo portale dedicato) 63 parti diverse sono realizzate in plastica riciclata, per un peso complessivo di 27 chilogrammi. Nel 2004 ciò ha significato 660 tonnellate di rifiuti non mandati a una discarica. Ancora più importante, il materiale utilizzato per i veicoli Land Rover può essere reinserito nel circuito del riciclaggio per essere riutilizzato per la produzione di nuovi componenti per autoveicoli o per scopi non legati al mondo dell’auto.

Alla faccia del fuoristrada inquinante.

Quattroruote, a proposito di riciclaggio, cita Citroen e la italianissima CCr italia, azienda specializzata nella gestione dei rifiuti industriali: “Citroën e Ccr Italia hanno unito le loro forze per realizzare un sistema integrato in grado di ottimizzare il riciclo dei materiali di scarto prodotti in officina. Il sistema, per ora in fase di progetto, consentirà a Citroën di differenziare i materiali fin dal luogo di produzione, massimizzare il riciclaggio, documentare l’avvenuto smaltimento in rispetto alle normative relative alle responsabilità in materia ambientale di concessionari e officine.

Scostiamoci ora dal mercato automobilistico per eccellenza, per concentrarci su iniziative meno “classiche”.

cardboard_02_sourceUn’idea pazza? Arriva Car-D-Board, riporta bioradar.it, l’auto ibrida in cartone riciclato: il 53enne designer francese Thierry Dumaine, disegnatore e insegnante d’arte di Nizza, con la sua Car-D-Board ha partecipato al Michelin Challenge Design 2013 guadagnandosi la finale.

Il pianale è in plastica riciclata mentre tutto il resto, dalle poltrone interne al telaio passando per il tettuccio, è in cartone riciclato. Dumaine ha prodotto un prototipo leggerissimo, pesa solo 300 kg ed è in grado di viaggiare fino a 120 km/h. Ma la cosa curiosa è che, oltre al cartone, la macchina, senza portiere “ per stare più a contatto con la natura”, coglie un altro aspetto eco grazie all’alimentazione ibrida del motore da 400 cm3: può infatti andare a benzina, energia elettrica o aria compressa; le gomme senza aria incorporano infatti grandi ventilatori, sorta di turbine che operano proprio come generatori elettrici integrati, ricaricando le batterie di bordo mentre si è in movimento.

Per tenere tutto controllo basterà infine collegare il vostro iPad.

riciclare-le-batterie-per-accumulo-fotovoltaicoO ancora, fotovoltaiconorditalia.it lancia un’idea altrettanto anticonvenzionale ed ecosostenibile: un’interessante iniziativa per riciclare le batterie delle macchine ed utilizzarle per accumulare l’energia pulita prodotta dagli impianti fotovoltaici. La diffusione sempre più costante delle automobili elettriche, infatti, induce a fare i conti con una nuova questione: la possibilità di riciclare le batterie di queste macchine al fine di sfruttarne le capacità residue al termine del loro ciclo di utilizzo su strada. Si tratta di un campo di ricerca che vede impegnate tutte le principali case automobilistiche: tra queste, c’è anche la Nissan, al lavoro per dare nuova linfa alle batterie usate sul modello Leaf.

Un intero impianto fotovoltaico, insomma, sarebbe alimentato semplicemente grazie alle batterie della Leaf. I gruppi coinvolti finora hanno dato vita a sinergie che hanno permesso di realizzare e installare un sistema di accumulo di 600 / 400 kWh, che deriva dall’unione di sedici batterie al litio, in precedenza alimentanti altrettante Nissan Leaf.

Perché? E’ noto, infatti, che un accumulatore situato su una macchina nel momento in cui perde circa il trenta per cento della capacità di accumulare energia non è più utile in ambito automobilistico, nel senso che diventa poco efficiente e piuttosto dispendioso: in sostanza, va a compromettere in maniera eccessiva l’autonomia globale del mezzo. Tuttavia, questi sistemi sono esauriti solo in apparenza, come hanno dimostrato numerosi studi, che hanno rivelato che essi in realtà possono essere ancora sfruttati poiché hanno del potenziale: le batterie possono avere una seconda vita.

goodbike-padovaAnche l’uso che facciamo del nostro mezzo può fare la differenza; per brevi spostamenti l’uso della propria vettura è dispendioso e inquinante. Tra le alternative, consigliamo di montare in sella alla vostra bicicletta e spostarvi in questo modo, ottenendo un risparmio di carburante fino a 150 euro/anno.

Alcuni comuni offrono già delle alternative: presso il centro di Padova è possibile persino (attraverso il pagamento di un abbonamento annuale) usufruire di biciclette predisposte in apposite griglie di blocco all’interno dell’area cittadina.

Per chi vive in centro o nelle zone limitrofe, infatti, sarà possibile compiere spostamenti variabili utilizzando la bicicletta non più di 30 minuti a “prelevamento”. Oltre la mezzora prevista, c’è un sovrapprezzo che verrà addebitato sul conto dell’abbonato. In ogni caso, gli effetti del servizio superano ad occhi chiusi i costi.

Ulteriori dettagli al seguente link: http://www.padovanet.it/dettaglio.jsp?id=16334

Con questo corposo articolo, speriamo di aver suscitato in voi curiosità e sensibilità verso ciò che è “alternativo”. Un alternativo modo di pensare, comprare, e considerare. Non sempre “alternativo” è negativo, anzi segna svolte importanti e cambiamenti di vita. In questo caso, trattandosi del nostro pianeta e del destino che affibbiamo alla materia di cui è composto, non può che essere un cambiamento positivo.

Commentate l’articolo, lasciate la vostra opinione ed aiutate questa community ad espandersi. Vi aspettiamo numerosi su Facebook e Twitter per lanciare una discussione sull’argomento, e magari raccontare una vostra personale esperienza al riguardo!

State connessi ad Ascolto e Azione, prossimamente la continuazione della rubrica.

Nella prossima puntata, VEICOLI ELETTRICI, DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

Analizzeremo pro e contro di questa classe di mezzi così controversa e pilotata. Perdonate il gioco di parole.

Una risposta a AUTOVEICOLI: STIME E NUMERI PRATICI

  • L’articolo mi piace e mi piacciono gli spunti di riflessione.
    Avrei messo meno carne sul fuoco.
    Bella la notizia dell’auto di cartone e grande il richiamo alla bicicletta.
    Ciao

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