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ATTENZIONE ALL’AUTORICICLAGGIO…. PICCOLI GESTI CHE POSSONO CONDIZIONARTI LA VITA

Di Nens Meraja

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L’autoriciclaggio è una particolare forma del riciclaggio di denaro di provenienza illecita, e rappresenta il reato commesso dallo stesso individuo che ha ottenuto tale denaro in maniera illegale.

Nell’ordinamento italiano sotto il profilo penale è rilevante solo l’attività di riciclaggio cioè quell’attività adottata da un soggetto diverso dall’autore che commette l’illecito, pertanto non è  prevista la punibilità di chi nasconde  direttamente i proventi del delitto che lui stesso ha commesso, il cosiddetto autoriciclaggio.

L’unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia afferma che nel 2013 e nei primi sei mesi del 2014 sono aumentate in modo significativo le segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio di denaro sporco:  l’importo complessivo segnalato lo scorso anno è di 80 miliardi, mentre nel primo semestre di quest’anno sono pervenute oltre 30.000 segnalazioni di operazioni sospette.

Enti economici nazionali ed esteri come Fmi, Commissione Ue e Banca d’Italia, insistono e raccomandano alle autorità competenti italiane di introdurre il reato di autoriciclaggio nel codice penale.

L’articolo 648-bis del codice penale che regola il reato di Riciclaggio è basato principalmente su tre punti:

  • Chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità, ovvero compie operazioni  in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza, è punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da euro 1.032 a euro 15.493.
  • La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di un’attività professionale.
  • La pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena della reclusione inferiore a cinque anni.

La nuova proposta incriminatrice invece è basata essenzialmente su quattro punti:

  • E’ punito con la reclusione da quattro a dodici anni e con la multa da € 5.000 a € 50.000 chiunque sostituisce o trasferisce denaro, beni o altre utilità provenienti da delitto non colposo ovvero compie altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza.
  • Si applica la pena della reclusione da due a otto anni e della multa da € 2.000 a € 25.000 se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto non colposo per il quale è stabilita la pena della reclusione non superiore a sei anni.
  • La pena è aumentata quando il fatto è commesso nell’esercizio di una professione ovvero di attività bancaria o finanziaria.
  • La pena è diminuita fino a due terzi per chi si sia efficacemente adoperato per assicurare le prove del reato e per evitare che l’attività delittuosa sia portata a conseguenze ulteriori.